La difficile standardizzazione dell’identity management

Sicurezza
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Troppa incertezza condiziona la chiarezza e quindi lo sviluppo di un comparto pure molto dinamico

Il settore dell’identity management brulica di movimenti tecnici ed economici in tutti i sensi. Eppure, in questo contesto dinamico, c’è chi getta segnali d’allarme. Sul proprio blog, il direttore tecnico di Cap Gemini, Andy Mulholland, pone la propria attenzione su uno studio realizzato dal gruppo tedesco Kupplinger Cole.

L’analisi enumera alcune importanti tendenze che caratterizzeranno questo mercato, ma non manca di sottolineare quanto ancora si sia lontani dalla definizione di standard chiari, i soli a rassicurare realmente gli utenti e a convincerli di gettare il sasso oltre lo stagno e far evolvere i propri sistemi informativi.

A titolo di esempio, Mulholland si interessa da vicino al progetto OpenId. Affinché si possa elevare al livello di standard desiderato, questa iniziativa sostenuta da molti grandi esponenti del settore deve ancora lavorare molto sulla razionalizzazione dei propri progetti. Ora, ce ne sono troppi e questo non aiuta certo a raggiungere gli obiettivi desiderati.

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