Juniper lega controllo degli accessi e minacce interne alla rete aziendale

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La nuova versione di Uac, il Nac di casa Juniper, vede ottimisti i responsabili dell’azienda su una rapida adozione anche in Italia  

Se Cisco non ha inventato il controllo dell’accesso alla rete aziendale, ha certamente contribuito tuttavia a rendere la tecnologia Nac ( Network Access Control) famigliare agli addetti ai lavori , se non diffusa nel mondo dell’It aziendale..Ma la rivale Juniper Networks non si è fatta lasciare indietro . Dopo aver lanciato meno di due anni fa la sua offerta Nac , che in casa chiamano Uac ( Unified Access Control), ora Juniper le dà un importante impulso con la nuova versione 2.1 che prevede una stretta , ma aperta, integrazione con le soluzioni, anche di provenienza esterna, di Intrusion Detection e di Intrusion Prevention.
La società vi aggiunge poi un miglioramento alle funzionalità di controllo dell’accesso alle applicazioni basato sul profilo dell’utente. Una relazione di fornitura Oem con Shavlik Technologies consente di aggiungere a Uac 2.1 anche la gestione delle patch di sicurezza per la remediation sui client che accedono alla rete aziendale sprovvisti dei necessari aggiornamenti. Con il ruolo unificante assunto anche da Microsoft quest’anno nella determinazione dei protocolli relativi all’interoperabilità della appliance che gestiscono il controllo degli accessi – Juniper è perfettamente allineata a questi standard – la società coglie un’opportunità di crescita in un mercato che ormai si può definire affollato e mette a frutto il suo importante portfolio di soluzioni di sicurezza che deriva fino dall’acquisizione di Netscreen per le operazioni di sicurezza perimetrale.

Uac 2.1 va nella direzione della completezza con integrazione della protezione delle minacce e della remediation e nello stesso tempo- assicurano in Juniper- consente a chi gestisce l’It aziendale di fare leva sugli investimenti precedenti in soluzioni di sicurezza contro il malware e per l’intrusion prevention per liberare risorse a supporto del business aziendale. In sede di annuncio Juniper ha ammesso che ancora manca il rilascio di un agente nativo di tipo Nap per il sistema operativo Vista, ma i responsabili di Juniper in Italia hanno dato ampie assicurazioni sul suo arrivo il prossimo anno.

Per di più va tenuto conto del fatto che l’adozione di Vista nella aziende più grandi non è stata ancora particolarmente rapida. L’accordo con Shavlik per la tecnologia di patch management è in linea con i metodi di crescita sia interna che per acquisizione che caratterizza anche la rivale Cisco , che di recente ha deciso di appoggiarsi a Great Bay Software per la discovery e il controllo degli endpoint. Come hanno spiegato in Juniper nell’illustrare la nuova versione di Uac, che è già disponibile, Uac 2.1 consente di unire le piattaforme di intrusion detection con l’infrastruttura di controllo dell’accesso alla rete rendendo possibile operare restrizioni ai client sia nelle attività di accesso alla rete sia quando possono diventare pericolosi anche dopo che hanno passato i controlli di accesso. Correlando e utilizzando i dati circa il traffico delle applicazioni che vengono usate dall’utente l’Infranet Controller che fa parte della soluzione Uac è in grado di collegare le anomalie e le minacce alla sicurezza con le utenze specifiche che ne sono la causa . A questo punto il controller è in grado di applicare la policy decise dal gestore della rete per mettere in quarantena o scollegare l’endpoint non in regola.

In Italia, dove sta per aprire una sede propria a Milano, Juniper indirizza il mercato aziendale sotto la guida di Giulio Barki. Nel presentare la nuova versione di Uac Barki ha riconosciuto il grande interesse del mercato per questo tipo di soluzioni, “ mi aspettavo un impatto più lento nel mondo enterprise. Invece anche da noi sono partiti subito i primi progetti pilota a livello enterprise”.
Alcuni casi di successo sono Sky e Rcs, ma una soluzione di network access control di Juniper lavora anche in una banca per circa 10 mila utenti:” Ora la versione 2.1 di Uac consente tra l’altro di raggiungere anche realtà più diffuse sul mercato italiano , data la sua accessibilità a partire da 250 utenti, anche se poi può a scala re fino a 140 mila. Le ragioni di una rapida adozione potranno essere la semplicità di implementazione e la maggiore aderenza agli standard aperti di mercato di Uac 2.1. La realizzazione di un piattaforma pilota presso un potenziale cliente richiede tempi brevi, entro i sei mesi”.

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