Il Data Center 3.0 visto da Cisco

Sicurezza
0 0 Non ci sono commenti

La numero uno mondiale delle soluzioni di rete ha illustrato la propria
visione del futuro dei sistemi informativi. Dietro, c’è una strategia in
evoluzione.

Facendosi forte della promessa di migliorare l’utilizzo dei server, Cisco ha iniziato a unificare i propri servizi per applicazioni di rete in una nuova piattaforma per il data center aziendale. Da qui deriva la visione ?Data Center 3.0?, che d’ora in poi ispirerà l’evoluzione dell’offerta di soluzioni di rete (sicurezza e storage) del vendor, abbinando quanto già esistente con nuovi prodotti.

Cisco considera l’era del mainframe come il Data Center 1.0 e l’attuale, ancora dominante, modello client-server come l’evoluzione 2.0. Ora occorre andare oltre. La versione 3.0 proposta dal costruttore combina le idee sull’utilizzo della rete per la gestione dei dati con lo sviluppo di tecnologie di virtualizzazione. Il Ceo della società, John Chambers, l’ha definita la transizione da una mentalità da ?box? a una da architettura.

Il costruttore ha appena rilasciato Data Center Vframe, che offre servizi di orchestrazione a livello di rete. L’applicazione è capace di identificare i picchi di richieste su un server o un’applicazione e di aggiungere in modo dinamico risorse server supplementari. Viene proposta anche la gestione centralizzata dei nuovi sistemi, soprattutto l’installazione dei sistemi operativi, dei software infrastrutturali e delle applicazioni.

Altri nuovi prodotti sono già disponibili sotto il marchio Data Center 3.0. Fra questi, il software di ottimizzazione Trusted Wan, che cripta i dati-chiave sulla rete al fine di garantirne l’integrità, e un gateway Xml per la sicurezza dei servzi Web.

Nell’ottica di Cisco, la strategia Data Center 3.0 va intesa come un modo per favorire la collaborazione fra i dipartimenti di un’azienda. In generale, il miglioramento delle comunicazioni è l’apporto principale del Web 2.0 e questa caratteristica dovrebbe rendere duraturi nel tempo gli effetti di quello che agli occhi dei più appare ancora poco più che un gioco per ragazzi un po’ cresciuti. In sostanza, nella visione del vendor, la produttività del futuro non sarà più una questione di personalizzazione, ma di collaborazione.

La gamma di prodotti Data Center 3.0 è naturalmente destinata a crescere. Attualmente, sono in sviluppo prodotti per ambiti quali gli I/O unificati, una struttura di rete unificata, l’auto-diagnostica e la manutenzione, la virtualizzazione di file e l’integrazione di macchine virtuali. Proprio su quest’ultimo fronte, sono da attendersi le novità più interessanti. Allo stato attuale, infatti, le aziende utilizzano le tecniche di virtualizzazione dei server per consolidare il loro parco informatico, in vista di un’ottimizzazione delle risorse. Ma i grandi vantaggi di queste tecnologie risiedono nella capacità di allocare le applicazioni e i carichi di lavoro in modo totalmente automatizzato, in modo da rispondere ai picchi di richieste e di migliorate l’utilizzo dei server. Attualmente, la percentuale di impiego delle risorse disponibili si colloca mediamente in un intervallo fra il 10 e il 25%, ma Cisco spera di elevare questo tasso fino al 50 o addirittura all’80%. Non attraverso lo sviluppo di un proprio software di virtualizzazione, ma con il supporto di quelle esistenti, come Xen o VmWare.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore