Il Blue Gene di Ibm abbatte il muro dei petaflops

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L’ultimo supercalcolatore di Big Blue triplica la potenza, aumentando il
consumo elettrico solo del 20%.

Fino a tre miliardi di calcoli per secondo (3 petaflops) a piena potenza e un milione di miliardi di calcoli per secondo a funzionamento regolare: queste sono le nuove cifre record raggiunte dall’ultimo supercalcolatore di Ibm, il Blue Gene/P. La macchina arriva solo sette mesi dopo la precedente versione /L, che raggiungeva una capacità di calcolo di 280 teraflops al secondo in funzionamento regolare.

Il Blue Gene /P, annunciato durante la conferenza International Supercomputing di Dresda, abbatte un nuovo muro. Dotato di architettura massivamente parallela, questo mostro di potenza è animato da Cpu costituite da quattro processori PowerPc, ciascuno dotato da 450 core con frequenza a 850 MHz. Trentadue Cpu possono essere integrate su una scheda madre. Un rack può accogliere fino a trentadue schede madri. Un supercalcolatore Blue Gene /P, dunque, raggiunge il petaflop assemblando 294.912 PowerPc. I 3 petaflops vengono ottenuti con 216 rack (884.736 PowerPc), ovvero la massima capacità attuale del Blue Gene /P.

Soprattutto grazie al miglioramento del rendimento dei processori, Ibm afferma di aver triplicato la potenza del proprio supercalcolatore, aumentando solo del 20% il consumo energetico. Al di là del modello messo a punto a Rochester, nell’insediamento Ibm del Minnesota, il primo Blue Gene /P dovrebbe essere installato in un laboratorio del dipartimento Usa dell’energia, ad Argonne, nell’Illinois. Secondo Ibm, anche l’istituto Max Planck, il laboratorio nazionale di Brookhaven e l’università di Stony-Brook ne hanno ordinato uno.

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