Ibm aggiunge uno strato grafico ai metadati

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Per dare impulso a progetti enterprise strutturati, in primis il passaggio
alle Soa, Big Blue ha inventato Metadata Workbench.

Ibm promette di metter fine all’incubo dei metadati. Con una soluzione originale, ovvero uno strato software che permette di associare in modo grafico i dati ai loro consumatori. I metadati, ossia le informazioni sui dati, giocano un ruolo essenziale in un vasto numero di progetti enterprise strutturati, che si tratti di Soa (architetture orientate ai servizi), di supporto decisionale, di governance o di compliance normativa.

I metadati permettono di descrivere la natura dei dati, la loro origine, l’utilizzo e l’evoluzione nel tempo. Gli strumenti di gestione dei metadati servono anche da database per connettere differenti sistemi. Impossibile dunque, senza questo tipo di tool (salvo collegare tutto a mano) di creare link, ad esempio, fra l’utilizzatore di un package e lo stesso utilizzatore collegato a un Crm.

Ibm è conscia del fatto che i metadati sono uno degli aspetti più critici dell’integrazione dei dati. Il prodotto Information Server disponeva già di un database, ma ora il costruttore ha aggiunto uno strumento grafico, Metadata Workbench, che dovrebbe semplificare la descrizione degli attributi dei metadati. Questa vista grafica dovrebbe anche facilitare l’analisi dell’impatto, per osservare le conseguenze delle alterazioni di una fonte di dati.

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