I consigli di Bmc per orientarsi nella governance It

Sicurezza
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L’approccio al Business Service Management proprio dell’azienda americana
trova supporto nella nuova versione 3 di Itil

Il tema della governance dei sistemi informativi sta dominando il dibattito fra osservatori e operatori del settore Ict già da un po’ di tempo. In soccorso ai Cio e ai loro problemi di razionalizzazione delle risorse, ricerca di fonti di risparmio e opportunità di sviluppo correlato al business, sono arrivati nel corso del tempo organismi, standard, best practice e approcci infrastrutturali promossi dal mondo dell’offerta.

Itil è oggi un punto di riferimento abbastanza riconosciuto, anche in Italia, per avviare progetti di governance, Soa, ottimizzazione e allineamento al business, con particolare riferimento alle aziende di maggior complessità strutturale. Bmc è fra le realtà che hanno sposato le best practice Itil dall’epoca della loro prima definizione e su queste ha costruito un insieme di soluzioni raggruppate sotto la denominazione Business Service Management (Bsm). Nel corso di un incontro con i clienti, recentemente tenutosi a Milano, Ken Turbitt, global best practices director di Bmc, ha spiegato come le soluzioni Bsm siano ?l’offerta di It management oggi meglio allineata a Itil e la più adatta a aiutare l’It a mettersi nella stessa prospettiva del business, poiché supporta le tre dimensioni del Bsm, ovvero i processi di best practice It, la gestione automatizzata della tecnologia e una visione condivisa di come l’It supporta le priorità di business?.

Fresco di annuncio da parte di Bmc è il supporto di Itil 3, la quale, a propria volta, include Bsm come key focus nelle linee guida per la strategia e il disegno dei servizi. Bmc è stato fra i revisori ufficiali di Itil 3 e quindi ha potuto lavorare con i chief architect e gli autori per offrire il proprio feedback nell’update delle linee guida e delle best practice. Così, oggi, Bmc è già in grado di offrire formazione e certificazioni per clienti, prospect e dipendenti.

Naturalmente, Itil da sola non risolve tutti i problemi dell’It, ma si limita a fornire delle linee guida. Come ha fatto notare Ken Turbitt, ?è l’It stessa che crea la maggior parte del lavoro che poi dovrà svolgere, auto-infliggendosi problemi legati alla mancanza di controllo su processi e cambiamenti, tanto che un 35-45% del tempo viene speso per lavoro non pianificato?. Su queste tematiche si innesta l’approccio Bsm, che interviene già nella fase di impostazione dei processi, supporta nell’implementazione di strumenti come il Configuration Management Database, l’access management o l’analisi dell’impatto sul business, fornendo una visione olistica dei servizi It ed eliminando le funzioni chiuse in silos, che ancora oggi caratterizzano molti sistemi informativi aziendali.

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