EIM 2/ Le aziende italiane alle prese con i dati

Sicurezza
0 0 Non ci sono commenti

Quali realtà sono più sensibili alla trasformazione del dato in informazione
e quali sistemi vengono adottati per valorizzarlo e proteggerlo?

Data Business ha organizzato una tavola rotonda virtuale con Ibm, Hp, Microsoft, Oracle, Ca, MicroStrategy, Business Objects, Sas e Cognos per parlare di come le aziende affrontano il tema del supporto decisionale e dei dati che lo devono alimentare. Ecco le risposte alla prima domanda.

Devrim Di Finizio (HP Italia) – Il vantaggio in competitività, efficienza nei processi operativi, cost reduction è incentrato sull’informazione e rappresenta la best practice nelle organizzazioni modernamente strutturate. Il percorso di abilitazione della valorizzazione del dato, o meglio della trasformazione del dato in informazione, è al centro delle strategie di investimento di Business Technology. HP ha come elemento apicale del proprio framework di soluzione la Business Information Optimization che è incentrata sui due cardini dell’Information Lifecycle Management e della Business Intelligence. Avere una capacità di gestire a tutto tondo ed in un approccio integrato l’intero ciclo di vita del dato dall’acquisizione, alla gestione, alla distribuzione, all’archiviazione e alla messa in sicurezza sono la reale sfida che HP ha raccolto e applica nel supporto ai Clienti. E’ evidente che HP fa della globalità end-to-end l’elemento distintivo della sua offerta essendo un player in grado di offrire soluzioni a partire dai device (es. scanner, digital pen, printers, …) ai sistemi di archiviazione sicura (storage, software applicativo, …) e competenze funzionali e tecniche di business intelligence.

Enzo Ferrari (Sas) – Da una recente indagine pubblicata da SAS a Marzo 2007 emerge che le aziende che hanno tratto maggior vantaggio dalle informazioni per il supporto alle decisioni hanno fatto uso di strumenti software evoluti per: l’integrazione e qualità dei dati, l’accesso e la condivisione delle informazioni e l’impiego degli analytics – data mining, forecasting, statistici, – a complemento dei tradizionali software di query and reporting. Queste tre tipologie di strumenti sono infatti fondamentali soprattutto se si tengono in considerazione i numerosi silos che animano i sistemi IT delle aziende: piattaforme di elaborazione eterogenee, frammentazione dei dati e assenza di un’integrazione fra i sistemi operazionali, transazionali e analitici. Il rischio infatti è di trovarsi sommersi da un “mare di dati” senza le informazioni “giuste” alle “giuste” persone secondo le tempistiche di fruizione richieste.

Tuttavia, molte delle offerte presenti sul mercato non sempre aiutano a ridurre questa “complessità tecnologica”: le piattaforme di business intelligence o per l’information management disponibili sono infatti perlopiù frutto di numerose acquisizioni e fusioni fra aziende IT, ciascuna con prodotti specifici e, aspetto importante, non integrati fra loro.

Le aziende hanno dunque compreso a loro “spese” che l’integrazione dei dati e dei metadati, dei processi e l’impiego di strumenti evoluti per reporting, forecasting e modelli per la gestione dei rischio, non sono più un lusso, bensì un imperativo strategico per migliorare efficienza e flessibilità aziendale, riducendo rischi progettuali, adeguandosi agli standard normativi e aumentando la capacità di competere sul mercato.

L’Enterprise Data Integration di SAS, componente di SAS Enterprise Intelligence Platform, offre a questo proposito un approccio completo all’integrazione e qualità dei dati, andando oltre le classiche attività di estrazione, trasformazione e caricamento dei dati (ETL) permettendo il rapido passaggio a un’integrazione di tipo “Enterprise”.: dall’analisi qualitativa dei sistemi sorgente alla raccolta dei dati e loro bonifica, validazione e standardizzazione, alla trasformazione e movimentazione degli stessi, sia secondo finestre temporali di tipo batch che real-time. La flessibilità dello strumento è unica sul mercato perché permette di impiegare e re-impiegare qualsiasi flusso di integrazione realizzato su qualsiasi piattaforma di elaborazione senza dover ricorrere alla scrittura di alcuna riga di codice: ad esempio un processo creato per Unix può essere impiegato su Mainframe o trasformato in servizio invocabile real time da qualsiasi applicazione, attraverso code di messaggi o Web Services.

Fabio Bianco (Business Objects) – La gestione e la qualità del dato oggi costituiscono una delle tematiche più scottanti per le aziende, in quanto possono rappresentare la differenza tra il successo e il fallimento dei maggiori progetti che coinvolgono tutta l’organizzazione, dai sistemi di CRM e marketing alle iniziative di compliance e risk management.

Questi progetti strategici sono infatti accomunati dall’esigenza di basarsi su dati coerenti, corretti, completi e certificati, oltre che dalla sfida di integrare molteplici sistemi operazionali caratterizzati da definizioni non omogenee e livelli di qualità del dato spesso differenti tra loro.

Business Objects si riconosce nella definizione data da Gartner che considera l’Enterprise Information Management come un insieme di strategie, metodologie e tecnologie.

Per questo, offriamo ai clienti una soluzione completa per l’EIM: una gamma integrata di software per la qualità e l’integrazione dei dati e la gestione dei metadati, arricchita da servizi di implementazione dedicati e partnership con vendor, VAR e systems integrator specializzati.

Tutto questo con l’obiettivo di garantire alle organizzazioni che ogni responsabile delle decisioni ? dal consiglio di amministrazione agli impiegati ? stia usando informazioni esatte, coerenti, tempestive e pertinenti.

Michele Principe (Ibm) – Vi è ormai diffusa consapevolezza del fatto che i dati rappresentino un vero e proprio patrimonio per le aziende. L’attenzione è quindi rivolta a rendere le infrastrutture IT flessibili, scalabili ed adattabli, in grado di integrare i dati, valorizzandoli, in modo da poterne trarre preziose informazioni, nel giusto tempo, secondo le esigenze proprie dei processi aziendali.

Da un approccio all’integrazione punto a punto, secondo specifica e locale necessità, le aziende passano a realizzare infrastrutture per gestione dell’informazione (EIM) in grado di svincolare gli ambienti eterogenei dove risiedono i dati, da quelli che ne fanno uso, siano essi applicativi, analitici o di gestione processi.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore