Business Objects segue l’onda on demand

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La business intelligence si adatta al crescente interesse verso il concetto
di software-as-a-service. Intanto, però, si diffondono voci di una possibile
cessione.

Business Objects (Bo) inizierà a proporre una suite completa di prodotti di business intelligence nella forma di servizio online, a partire dagli Usa, ma anche in Europa a partire dall’inizio del prossimo anno. Il servizio consente agli utenti di usare i tool di Bo senza doverli installare o amministrare in casa o acquistare nuovi server per farli girare. Il vendor manterrà una copia di tutti i dati dei propri clienti online nei propri data center, mentre i diretti interessati potranno accedere a dati e applicazioni via browser.

Già in aprile Business Objects aveva compiuto i primi passi nel mondo del software-as-a-service (Saas), annunciando crystalreports.com, che serve per condividere report online. Il servizio ha già attratto 50mila clienti, secondo l’azienda. Da qui muove la nuova proposta, chiamata Intelligence OnDemand, che include un set più ampio di applicazioni per report formattati, gestione di query e analisi ad hoc e visualizzando dashboard Bi sul desktop degli utenti.

La prima versione del servizio è indirizzata a clienti che utilizzano le applicazioni Crm online di Salesforce.com. Business Objects caricherà una copia dei dati del cliente sui propri data center e costruirà un data warehouse che gli utenti potranno usare per gestire le interrogazioni di business intelligence. Secondo il direttore delle Emea marketing operations, Fabio Bianco, ?si tratta del primo passo verso una tipologia di offerta destinata a crescere, con versioni on demand anche di Crystal Reports, Xcelsius e altri prodotti di Web intelligence?.

Intanto, però, il quotidiano francese Le Figaro rivela che Business Objects potrebbe presto essere venduta. L’azienda avrebbe incaricato la banca d’affari Goldman Sachs di trovare un potenziale compratore e ci sarebbe già una lista di cinque possibili pretendenti. Sap sarebbe in prima linea, ma anche Ibm e Hp potrebbero essere interessate. La società dovrebbe valere all’incirca 2,9 miliardi di euro. ?Voci, rumors, speculazioni?, è l’unico commento espresso dal country manager italiano della società, Fabio Menicanti.

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