Sicurezza

Agcom rinuncia al regolamento contro la pirateria, le reazioni

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Calabrò chiude il proprio mandato con la rinuncia al regolamento AgCom per la tutela del diritto d’autore. Le reazioni di sconcerto di Fimi, Confindustria Cultura e Bsa

Da Enzo Mazza, presidente della Fimi (la Federazione delle case discografiche di Confindustria), a Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura, fino alla reazione della BSA Italia tramite il commento di Matteo Mille, è tutto un coro di profonda delusione quello che si alza per la chiusura del mandato di Corrado Calabrò come presidente di Agcom che rinuncia alla delibera per la riforma del diritto d’autore e lascia il suo bilancio di mandato (2005-2012).

Secondo Mazza “Calabrò ha di fatto sancito la resa dell’Autorità, consegnando virtualmente la maglia dell’Agcom agli ultras della pirateria”. E questo avrebbe portato l’amministrazione Obama a inserire l’Italia nella lista nera dei Paesi con scarsa tutela della proprietà intellettuale, mentre la Spagna è appena uscita da quella lista proprio per essere riuscita a varare una nuova norma antipirateria.

Polillo, invece, parla di “allargamento dello spread tra legalità e pirateria su Internet” per questo si appella al Governo perché un provvedimento, atteso e promesso dallo stesso Calabrò per due anni, finalmente dia una risposta alla diffusione illegale di opere dell’ingegno.

Matteo Mille, per quanto riguarda il software, non riserva staffilate: “Si tratta dell’ennesima battuta d’arresto del nostro Paese sul fronte della tutela del copyright nelle reti digitaliL’intero settore attende da mesi l’approvazione di un regolamento che aiuterebbe il nostro sistema a non avere un software su due illegalmente utilizzato:  una piaga contro la quale ci battiamo da anni,  in un contesto Web tuttora privo di chiara regolamentazione a tutela della proprietà intellettuale. Provvedimenti simili recentemente hanno dimostrato di dare risultati molto interessanti in altre nazioni europee”, prosegue Mille. “E l’Authority ha pieno titolo a svolgere attività di enforcement della legislazione vigente, come ha confermato il parere autorevolmente espresso dal Professor Onida, ex Presidente della Consulta”.

Mille sottolinea soprattutto l’impatto economico sul nostro sistema e sul suo rilancio proprio in un momento in cui, anche rispetto agli Stati Uniti, l’Italia avrebbe bisogno di essere considerata partner commerciale pienamente affidabile anche da questo punto di vista.

Qualsiasi speranza di modifica della legge sul diritto d’autore e anti-pirateria ora è nelle mani del governo Monti.