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Dell storage, verso la fluidificazione dei dati

Dell lavora a tutto campo sulla proposta di soluzioni di classe enterprise che rientrano sotto il cappello Fluid Data Architecture. Hardware e dati svincolati sono il punto di forza. Nel 2012 arrivano i frutti dell’acquisizione di Ocarina Networks per la deduplica e la compressione

Non è una novità la metamorfosi in corso di Dell che cambia pelle e si indirizza sempre di più alla vendita di soluzioni, e non semplicemente di hardware. Quando si parla di storage questo significa modificare l’approccio al problema, lavorare guardando al comparto IT del cliente come a un unicuum in cui computer, server, risorse storage e di rete, sono orchestrati con i servizi in modo da soddisfare le esigenze del presenze, ma aperti a sostenere le richieste di risorse future.

Si ripropone troppo spesso la sproporzione tra l’80% degli investimenti necessari per la manutenzione del presente e il 20% per l’innovazione (fonte IDC). Laddove una proporzione corretta dovrebbe essere di 50 e 50. Nello specifico dello storage, secondo Forrester il 17% del budget IT è allocato per acquisti di hardware, mentre solo in una ricerca dell’anno precedente questa percentuale era del 10%. Lo storage inizia a ‘pesare’ e pensare a storage efficiente e virtuoso vuol dire risparmiare su tutti i comparti, risorse umane comprese. Mentre l’approccio tradizionale porta all’acquisto di nuove risorse, piuttosto che all’ottimizzazione, sale l’inefficienza complessiva dei data center che, secondo IDC, arriva al 28% di risorse “unallocated”.


La proposta di Dell

La strategia di Dell è molto semplice. Le soluzioni del vendor rientrano tutte in un disegno architetturale che punta a disaccoppiare la gestione dei dati, dall’hardware. In Dell usano l’espressione ‘fluidificare‘  e l’architettura di riferimento prende proprio il nome di Fluid Data Architecture. Lo scopo è portare il cliente a non doversi preoccupare di gestire la risorsa hardware ma il dato, che è un’unità viva, e nel tempo cambia le sue proprietà in relazione al diverso bisogno di accedervi.

I dati richiesti di frequenti devono essere accessibili su hardware da alte prestazioni, veloce, devono sempre essere online e disponibili, ma ci sono anche dati che vivono ottimizzati in relazione alle applicazioni cui appartengono, dati strutturati per la data protection (e lo storage di protezione è bene che abbia proprietà diverse, per lavorare anche sulle economie) e infine ci sono dati che vengono utilizzati solo nel caso di procedure di Disaster Recovery, o addirittura dati da mantenere solo per motivi di governance.

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