OPINIONI

Viola (Tig): L’ecommerce deve accelerare
In occasione del forum Commerce 2.0, con Ezio Viola, direttore generale di The Innovation Group, facciamo il punto sull’ecommerce ialiano che deve accettare la sfida della multicanalità. La crisi economica è stata un fattore che ha spinto l’acquisto più intelligente sul web.
Abbiamo appena pubblicati i dati sull’andamento dell’ecommerce in Italia, che con una certa soddisfazione prevedono una crescita del comparto del 19% quest’anno. Ma non è solo soddisfazione quella che traspare. Abbiamo raccolto a tale proposito il commento di Ezio Viola, general manager di The Innovation Group, ieri a Milano in occasione del forum Commerce 2.0. “Siamo soddisfatti della crescita dell’ecommerce in Italia che quets’anno è stat del 20%, ma stiamo parlando di 9.5 miliardi di euro dedicati alla spesa online e di 10 milioni di utenti, con un saldo negativo tra import ed export di circa 1 miliardo. In Europa si viaggia a una doppia velocità rispetto all’Italia. Nel nostro paese circa il 2% del volume delle vendite avviene online, nel resto d’Europa si oscilla tra il 5 e il 10 per cento”.
Una lentezza che deve essere recuperata secondo Viola in tempi brevi, perché se è vero che tutti i comparti merceologici crescono, sono i primi 20 operatori del mercato a fare il 70% del fatturato, e – allargando un po’ la visuale – sono i primi 50 attori a fare l’80% del giro d’affari. “Quindi è un mercato ancora limitato, ed è necessario riuscire ad allargare lo spettro”.
Se il mobile ha reso più semplice approcciare l’ecommerce, sarà necessario sviluppare la multicanalità. “Gli operatori devono bilanciare le attività online e quelle sul punto vendita off line per chi ce l’ha – continua Viola -. Il fenomeno che ha creato un nuovo sviluppo del mercato è stato il couponing che ha preso piede anche in Italia, oltre alle varie piattaforme di store online”. La sicurezza dei pagamenti è orami data per assodata dai clienti e, quasi paradossalmente, la crisi economica è stata un fattore che ha spinto l’acquisto più intelligente e spesso meno caro sul web.
“Stiamo comunque vivendo un momento di discontinuità – precisa Viola – perché si assiste da una parte all’aumento dei settori non tradizionali presenti sull’online e dall’altra c’è la necessità di gestire la presenza online insieme a quella sui social network e a quella del punto vendita fisico. Bisogna capire come gestire la multicanalità non in modo scoordinato. Ad oggi website e social web sono ancora due mondi distinti. I social network sono solo punti di incontro dove fare conversazione o canali di vendita veri e propri? La presenza in rete è data dall’avere un sito, un blog, un social network, una strategia seo? E’ sufficiente tutto questo?”. Una provocazione che ha una risposta secondo Viola nel trovare un equilibrio tra le varie modalità di acquisto del consumatore. “C’à una compenetrazione dei diversi mondi ma come sfruttare appieno i social network e il web dal punto di vista economico è ancora tutto da scoprire. Il sociale network diventa parte di un pacchetto con il quale il prodotto viene proposto, diventa un tutt’uno”.
La sfida poi del mobile porta a ripensare la presenza in rete, sia per piccoli sia per grandi attori. “In ogni caso – conclude Viola- i tre mondi finora vissuti separatamente devono convivere e integrarsi in un progetto di multicanalità”. I tre mondi: Website, social media e store fisico.
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