OPINIONI

Storage : il nastro compie 60 anni
Nel maggio 1952 IBM rilasciò il suo primo computer di produzione, l’IBM 701, accompagnandolo con un sistema di rchiviazione a nastro magnetico
Prima del maggio del 1952, le uniche tecniche di registrazione dei dati prevedevano l’uso di supporti fisici : carta e schede perforate. Ma con l’incremento delle prestazioni dei sistemi di allora queste soluzioni di archiviazione non erano sostenibili. Sessanta anni fa IBM ricorse al nastro magnetico. La tecnologia, che veniva utilizzata per registrare l’audio, sembrava promettente per i massicci sistemi di calcolo, ma il nastro non era sufficientemente durevole. Quando si utilizzavano grandi bobine di nastro per acquisire i dati dei computer, i potenti motori delle unità nastro, che si avviavano e si arrestavano bruscamente, ne provocavano facilmente la rottura.
Gli ingegneri affrontarono il problema delle rotture in modo diretto. E il 21 maggio 1952 l’azienda rilasciò il suo primo computer di produzione, l’IBM 701, accompagnandolo con un sistema di archiviazione a nastro magnetico. L’IBM 726 era un colosso di 424 chilogrammi, che risolveva il problema della rottura grazie all’uso di una “colonna sotto vuoto”, che creava un tampone di nastro libero tra gli avvii e gli arresti. Questo circuito di nastro allentato a forma di U consentiva al nastro di assorbire meglio gli avvii e gli arresti estremamente rapidi del sistema.
Come spiega Brian Truskowski , general manager di IBM System Storage and Networking, IBM Systems and Technology Group, in una nota di IBM , “ la tecnologia divenne così dominante che l’immagine del sistema a nastro da bobina-a-bobina con avvio e arresto divenne l’immagine-icona, seppur non ufficiale, che simboleggerà il “computer” per un’intera generazione nel mondo dell’informazione e dello spettacolo. Ma le sfide del 2012 non sono certo quelle del 1952” .
Oggi social media, mobile computing, Big Data e regolamentazione “creano un ingorgo del traffico digitale di dimensioni epiche. La quantità di informazioni che dovrà essere archiviata in modo digitale supererà gli 8 Zettabyte (ossia 8 miliardi di Terabyte) entro il 2015. Queste tendenze e previsioni costringono ogni settore a esaminare le proprie infrastrutture di storage con un’attenzione senza precedenti”.
Le imprese utilizzeranno le tecnologie di storage più strategiche a disposizione – ancora il nastro, ma anche le memorie allo stato solido, per aumentare l’efficienza, ridurre il rischio, abbassare i costi, migliorare l’accesso e rafforzare la sicurezza. Conclude Truskowski : “Le aziende sfruttano soluzioni in grado di offrire una maggiore classificazione dei dati, perché non tutti i dati nascono uguali né mantengono la stessa importanza nel corso del tempo”.
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