OPINIONI

Intel e gli Ultrabook, verso la prossima generazione
Gli ultrabook per lavorare sono ancora oggi meglio dei tablet. E le due tipologie di device nel tempo mutueranno l’una dall’altra le caratteristiche mancanti. Windows 8 sui touchscreen avrà solo da guadagnarci e potrebbe stupire. Come sarà il computer percettivo
Sembra di essere entrati definitivamente nell’era dei tablet e invece Intel continua a spingere sui laptop, dove il suo predominio come fornitore di Cpu è incontrastato. Per il momento il produttore di Cpu di Santa Clara si fa forte di ricerche interne secondo cui il notebook è ancora il dispositivo preferito per lavorare (si chiedono portabilità, durata della batteria e sicurezza), ma anche la nostra esperienza ci porta effettivamente in questa direzione, con il beneficio del dubbio. Non sappiamo cioè fino a quando sarà così e in questo senso non vogliamo sbilanciarci.
Allo stato attuale delle cose però se avessimo 800/900 euro da investire preferiremmo di gran lunga acquistare un ultrabook e non un tablet, anche solo perché ci permetterebbe di risolvere un maggior numero di problemi nell’arco della nostra giornata lavorativa, senza preclusioni. Il tablet è più manovrabile, senza aperture a compasso, ma consente di lavorare meno disinvolti, e anche Microsoft si è accorta che se il dispositivo ha una tastiera è meglio. E poi, non è una sciocchezza, con 13 pollici si lavora meglio che su 10 pollici, di sicuro già è così aprendo un foglio di Excel.
Gli ultrabook hanno poco più di un anno, sono giovani ma vecchissimi se li si considera l’ultima evoluzione dei laptop. Hanno un anno solo se ci si volesse chiudere gli occhi, e far finta che MacBook Air, non abbia iniziato a fatturare molto prima. Presentati al Computex 2010 arrivano ora – con Ivy Bridge – alla Seconda Generazione. L’innovazione dei transistor 3D tri-gate e la tecnologia a 22 nanometri hanno portato a prestazioni più elevate, anche grafiche, e a una durata ancora migliore della batteria. Al Ces di Las Vegas 2012 sono stati presentati 75 modelli (molti devono ancora entrare a listino), a Taipei pochi giorni fa ne sono stati infornati altri 35.
In questo anno abbiamo visto migliorare tutti i modelli sia dal punto di vista del design, sia dal punto di vista delle prestazioni e anche su quei modelli che non adottano solo storage SSD, ma hanno preferito la scelta ibrida. Gli ultrabook rappresentano al momento, secondo noi, il migliore strumento di lavoro possibile per gli information worker in mobilità e Intel, nel marchio depositato Ultrabook, anche per questo ha voluto includere tutte le sue tecnologie e gli strumenti di protezione: Anti-Theft, Identity Protection, vPro, Small Business Advantage. L’utente consumer rimane più impressionato da Intel Smart Connect che in pratica consente di mantenere aggiornati i Social Network e la posta, anche quando il notebook è in sospensione.
Qual è la direzione? La direzione la marcheranno, insieme, Intel e Microsoft. Intel con la successione regolare della propria strategia TIC-TOC, un impegno anche maggiore nel mondo del software e delle applicazioni con il proprio repository, ma soprattutto fornendo soluzioni per ultrabook anche nell’ambito dei riconoscimento gestuale sul display, con sistemi di analisi dello spostamento dello sguardo a video, per proporre un ‘computer sempre più percettivo’. Non dimentichiamo che Intel ha la forza sufficiente per vedere evolvere ultrabook e tablet e arrivare a pesare, anche sui tablet con le proprie Cpu, come Arm, solo quando sarà il momento.
Per il momento la terza generazione di Ultrabook Intel vedrà la luce nel 2013, saranno quasi scomparse le proposte di notebook e arriveranno i processori di prossima generazione Haswell, la batteria in standby potrà durare anche dieci giorni, con un consumo di energia complessivo nel migliore dei casi ridotto fino a 20 volte.
Microsoft marcherà il sentiero con il proprio sistema operativo Windows 8 e Metro e con le App e con Office. Sono già in giro ultrabook con il touchscreen, che rende utilizzabile la nuova interfaccia Microsoft anche sui pc. Ci sarebbe ancora da fare una riflessione significativa sulla mossa di Microsoft Surface, perché non ci sentiamo di escludere un impegno diretto di Redmond, a questo punto, anche nel segmento Ultrabook. Le parole di Ballmer, “Things work better when hardware and software are considered together”, la dicono lunga su quale potrebbe essere la strada che Microsoft vorrà seguire, magari senza cambiamenti repentini. Magari semplicemente come un… ‘a tendere’.
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