OPINIONI

HP-sleekbook

Sleekbook, ultrabook e in mezzo i dilemmi del consumatore in crisi

Non tutti gli ultraportatili sono Ultrabook. Il nome registrato da Intel costringe i vendor a inventarsene altri, se le caratteristiche non rispondono alle specifiche. Nascono così gli sleekbook che costano sensibilmente meno, ma c’è sempre un perché

Si sarebbe potuti chiamarli solo ultraportatili, ma gli ultraportatili già c’erano (bastava che il notebook pesasse intorno ai 2 Kg) e allora si sono inventati gli Ultrabook, ma siccome il nome è stato registrato da Intel e prevede che il vendor si adegui a una serie di caratteristiche, allora chi realizza qualcosa di molto simile a vedersi, magari con un’altra Cpu (Amd) e senza SSD, non può sfruttare la denominazione. Ed è così, che da oggi abbiamo a che fare anche con gli Sleekbook.

Costano molto meno, si parte da una cifra intorno ai 400-500 euro.  Non rispondono ai requisiti degli Ultrabook, e magari non hanno la Cpu Intel, ma montano Amd, magari con un disco tradizionale, ma non necessariamente. Sono ugualmente portatili, ma generalmente hanno anche uno spessore maggiore. Certo gli sleekbook sono già sulla bocca di tutti, anche a Shanghai dove Hp presenta i nuovi prodotti della divisione PPS. E lo sconforto per il consumatore cresce, allorquando si accorge che nella stessa famiglia, quasi con lo stesso nome, ci possono stare sia gli Ultrabook, come anche gli sleekbook. Si parla di Hp, basta citare Hp Envy con notebook che nel nome stesso spiegano (ma non sempre) la loro natura:

Hp Envy Spectre Xt è un Ultrabook, anzi è definito Ultramobile Premium Ultrabook, affiancato da Hp Envy Spectre Xt Pro (aziendale), poi sono disponibili Hp Envy Ultrabook (14 e 16 pollici, spessore di circa 2 cm peso 1,7 Kg) e Hp Envy 4 e 6 che invece sono sleekbook, con Amd (per ora non destinati al mercato italiano),  e come se non bastasse si aggiunge pure, un po’ in disparte,  Hp EliteBook Folio 9470m, l’ultrabook per il business facile da inserire nella gestione dei dispositivi aziendali perchè con un pacchetto software a corredo dedicato.

Interessante il fatto che nel momento in cui scriviamo della parola Sleekbook su Wikipedia non c’è traccia. Ma non ci conforta lo stesso, perché la categoria resterà e per una nota legge di Murphy tutto andrà complicandosi.

Per ora la proposta è di Hp, e tra l’altro gli sleekbook non sono prossimi all’arrivo nel nostro Paese, indubbiamente arriveranno altri vendor con proposte simili.

Certo è che tutti gli Ultrabook non scherzano per quanto riguarda il prezzo, e sono ben visti anche dai vendor, perché consentono margini di guadagno elevati. Ma si sa, se per un Ultrabook venduto posso piazzare anche solo tre sleekbook, perché accontentarsi?

Il consiglio è il solito. Se avete soldi da spendere, il problema non si pone mai. Se invece non li avete, una scelta sempre valida è quella di aspettare (fra poco anche Apple rinnoverà i Macbook Air, un termine di confronto in più). Che sia ultrabook o sleekbook stiamo parlando comunque di laptop ultraportatili cui alla fine si chiede di essere portatili quanto basta (ogni grammo in meno è un euro in più) e con un’ottima autonomia (sulle prestazioni, per quello che si fa in mobilità onestamente vanno più che bene tutti). L’eccellenza ha il prezzo scritto in fronte: a scalare verso il basso si risparmia ci sono zaini più pesanti, caricatori da non dimenticare, ma certo rispetto solo a due anni fa è tutta un’altra musica in termini di prestazioni. E proprio per vuotare il sacco: non si chiamano più netbook, ma a 399 euro si può comprare un laptop che fa comunque il suo mestiere, senza far venire il mal di schiena a nessuno. Certo ora più che mai è bene perdere del buon tempo e imparare a scegliere e comunque sia, sopra 1,5 Kg alla fine per chi li compra sono sempre notebook, senza nulla di ultra, né di sleek.

Mario De Ascentiis
Autore: Mario De Ascentiis
Editor
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