OPINIONI

Perché Google acquisisce Sparrow
Mountain View ha acquisito Sparrow, una piccola startup francese che sviluppa client di posta per MacOs e iOs e che ora porterà la propria expertise al servizio di Android. Il segnale di un panorama app in divenire
Il punto debole degli smartphone Android, come dei tablet, quello per cui il confronto con Apple iOs si concludeva con la vittoria ai punti di Apple è sempre stato il client di posta elettronica. Chiunque abbia avuto tra le mani i computer Mac, iPad e iPhone non può non avere notato la differenza sostanziale di ‘experience’ tra la semplicità assoluta e la precisione di visualizzazione delle pagine Web, quando si utilizzano i client di posta di Cupertino e le ‘frustrazioni’ (per lo scrolling nella visualizzazione delle newsletter – per esempio – o di altre pagine Web, qualche imprecisione nella gestione degli account, e la maggiore complessità) nella gestione degli account multipli su Android.
Per questo motivo Google ha puntato il dito sulle sue “maps” parigine e ha deciso di comprarsi Sparrow, la piccola startup francese che ha sviluppato un’applicazione di gestione per la posta elettronica su Mac e iPhone. Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: Sparrow non è l’azienda che ha sviluppato Mail, il client di posta ‘ufficiale’ dei sistemi Mac. Sparrow ha sviluppato una delle app a pagamento per Mac e iPhone. Ed è una bella differenza.
Il team di Sparrow (l’azienda ha lo stesso nome del programma), composto da cinque persone, aveva visto decollare e moltiplicarsi per cinque (da 150mila a 600mila) i propri utenti, dal momento in cui ha iniziato a vendere il client anche per i dispositivi mobile. Niente male considerato che la versione della app a pagamento per Mac costa 7,99 euro e per iPhone 2,39 euro. Gli utenti iOs sono già stati avvertiti: non potranno aspettarsi molto di più da Sparrow se non aggiornamenti di maintenance e bug fixes. Tutte le capacità del team si riverseranno nel software di Google, da ora in poi.
Nessuna sorpresa, ma un campanello di allarme: Apple ha inventato ‘letteralmente’ il concetto di app e il suo modello di vendita ha rappresentato il modello di riferimento per tutti gli altri vendor a seguire. La qualità delle app di iOs così come di quelle per il Mac è indiscutibile. Cosa succede però se Mountain View si mette a fare la spesa tra gli sviluppatori, prepara il censimento di 20 applicazioni chiave e ripete lo stesso gioco all’occorrenza?
E’ il gioco delle acquisizioni, da sempre succede così. Quando ci si accorge che manca qualcosa in casa, si va a comprarlo fuori. In questo caso però il vantaggio è doppio, perché ‘acquisendo’ si depaupera l’avversario proprio sul terreno in cui ha coltivato il proprio vantaggio.
Nel tempo è cambiato il vento per quanto riguarda le quote di download di app Android e iOs. Se il processo in questo senso dovesse accelerare, ci si troverebbe presto a dover considerare e osservare una migrazione significativa di sviluppatori da una piattaforma a un’altra. Rim si sta tenendo stretti i suoi, Microsoft chiama a raccolta i propri. Poi ci sono Apple e Android, con le loro piattaforme Unix-based, testa a testa. Apps e sviluppatori stanno diventando il baricentro nella guerra mobile, valgono quanto le strategie di marketing più azzeccate. Arriverà il momento in cui sarà tempo di rivedere anche la ripartizione delle revenue.
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