OPINIONI
La ripresa passa dal software applicativo
Il momento congiunturale non è dei più brillanti. Le aziende mirano a una riduzione dei costi e non sono disposte a investire nel superfluo.
Anno 2004, tutti aspettano la svolta. I vendor di tecnologia, perché la pausa rischia di compromettere i piani di sviluppo, i fornitori It, perché hanno troppi progetti in sospeso e le imprese, che non possono continuare a diminuire i costi senza avere piani d’investimento capaci di far ripartire vendite e profitti.
Nel 2003 le medie imprese hanno investito poco nel software, solo l’ambito gestionale è riuscito a galleggiare e i motivi sono evidenti. Per la necessità di razionalizzare l’organizzazione, soprattutto utilizzando gestionali integrati, Erp, come vengono chiamati questi programmi, che lavorano in un’ottica di processo e non solo in termini di funzioni.
“Le medie imprese investono in modo cauto e selettivo ? spiega Anna Maria di Ruscio, analista di NetConsulting ? e spendono per ciò che effettivamente serve e quello che viene fatto deve dare ritorni tangibili. Ma dal 2004 le cose dovrebbero cambiare. C’è un grande bisogno di rinnovare e il loro modo di guardare all’It sta cambiando. Si comincia a considerare la spesa tecnologica non come costo, ma come investimento; prima questa visone era riservata solo alle macchine per la produzione. In più oggi sta avvenendo un cambio di generazione e i nuovi manager, o anche gli stessi figli degli imprenditori, hanno maggior dimestichezza con l’informatica. Poi ci sono i fatti concreti, che spingono ad accelerare i tempi, si avvicina l’applicazione delle norme di Basilea 2 (2006), e il sistema contabile deve diventare solido e trasparente. Per questo l’Erp è diventato importante per gran parte delle Pmi”.



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