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Nella mobility emerge il fenomeno tablet. Ma il BYOD piace poco

Cresce l’adozione dei tablet nelle aziende italiane In alcuni casi il payback time di questi investimenti è molto basso, inferire all’anno e il ritorno sugli investimenti è molto elevato

La ricerca dell’Osservatorio New Tablet & Business Application della School of Management del Politecnico di Milano, giunto alla seconda edizione, mette in evidenza come i Tablet stiano sostituendo in alcuni casi i più tradizionali notebook e netbook . Ben più rara è invece la sostituzione degli smartphone da parte dei Tablet .

Tra i sistemi operativi, anche se continua a spiccare iOS di Apple, prevale una prospettiva multi-piattaforma, visto che più della metà dei CIO stanno puntando su due o addirittura tre diversi sistemi operativi. Ma solo il 20% dei CIO ha già introdotto il paradigma Bring Your Own Device, consentendo al personale di scegliere di utilizzare in azienda il dispositivo che più gradisce. La maggior parte dei CIO che hanno introdotto (o lo faranno in futuro) un Enterprise Application Store, è orientata a introdurre un Private Enterprise Application Store .

La ricerca ha evidenziato che il 56% dei CIO ha già introdotto dispositivi tablet all’interno della propria azienda con piena soddisfazione per il 66%. Tra i CIO che non li hanno ancora adottati (44%) la maggioranza è intenzionata a introdurli. Ma tra coloro che dichiarano di non avere intenzione di adottarli circa 3/4 non ha personale in mobilità da supportare o non trova il dispositivo più adatto al proprio business oppure ha adottato da poco un altro device. A guidare il cambiamento, nell’adozione dei tablet nelle diverse famiglie professionali, si conferma la classe dirigente: il 65% degli Executive & C-Level utilizza già questi dispositivi (era il 55% nel 2011) oppure li riceverà nel futuro (33%); il 29% del Personale di Vendita già li utilizza (era il 17% nel 2011) ma soprattutto è destinato a riceverli nel futuro (65%); il 13% dei Manutentori li ha e più di 4 su 10 li avranno a disposizione nel breve-medio periodo – ma resta invece inalterato il numero di CIO che ritengono i tablet non adatti a queste figure professionali (45% nel 2011 e 42% nel 2012).

Dalla Ricerca emerge inoltre come solo il 20% dei CIO abbia già introdotto, con diverse accezioni, il paradigma del Bring Your Own Device all’interno della propria organizzazione – ovvero la possibilità per l’utente/dipendente di utilizzare, per le proprie attività lavorative, dispositivi mobili che lui stesso ha scelto, acquistandoli o facendoli comprare all’azienda – mentre oltre uno su tre ne stia valutando l’introduzione (a breve o nel medio termine). Nel 34% dei casi vengono usate policy distinte per le diverse figure professionali che portano all’adozione in contemporanea di due (o più) modelli: per gli Executive & C-Level il modello più adottato è infatti il “Choose Your Own Device”, che lascia ai dipendenti la possibilità di scegliere il device che preferiscono, acquistato per loro dall’azienda. Per le altre figure, invece, nella maggioranza dei casi (80%) non è concessa libertà di scelta, dovendo utilizzare il dispositivo mobile scelto per loro dall’azienda (Buy Only My Device). Il livello più elevato di integrazione è raggiungibile soprattutto in presenza di dispositivi “completamente” aziendali, scelti e acquistati direttamente dalle organizzazioni, a riprova dell’ancora limitata maturità di questo paradigma nelle realtà italiane.

Le esperienze più consapevoli e significative evidenziano invece la presenza di interessanti benefici “tangibili”: dalla riduzione di costi correnti e/o investimenti, legati alla locazione o all’acquisto dei dispositivi mobili, fino alla diminuzione del numero di richieste di assistenza all’help desk IT.

Tema principe legato all’introduzione dei dispositivi (aziendali o personali) a supporto dei processi di business resta ad ogni modo la sicurezza dei dati. Per tutelarsi, la maggior parte dei CIO intende orientarsi verso architetture Web-based per le applicazioni mobili evitando di memorizzare in locale, sul dispositivo, dati aziendali sensibili, che restano così accessibili solo da remoto e tramite autenticazione, oppure ricorrere a funzionalità di Remote Wipe ( che consentono la cancellazione totale e da remoto di tutti i dati presenti sul dispositivo in caso di furto o smarrimento; da ultime, le logiche Sandbox, che racchiudono i dati aziendali in un “blocco” crittografato, scelte da un CIO su cinque .

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