OPINIONI

Lotusphere

IBM si lascia ‘contagiare’ dal social, perche’ funzionale al business

L’azienda diventa social e fa business quando e’ in grado di assorbire gli stimoli forniti dai nuovi strumenti di interazione, e di ingaggiare con il cliente una relazione fruttuosa, nel pieno rispetto delle compliance aziendali. Una lettura italiana di Lotusphere 2012

Ibm ha chiuso l’anno 2011 con i buoni propositi della sua divisione software per il 2012 e ha riaperto quello nuovo con gli annunci Lotusphere che si innestano portando in primo piano il ‘social business’ anche nella realta’ italiana, una realta’ che, a livello enterprise, e’ pronta a recepire tutti gli stimoli quando sono funzionali all’incremento della produttivita’ e delle revenue.

Approccia l’argomento Paolo Degl’Innocenti, Vice President Software Ibm Italia, che conferma: “Lotusphere 2012 e’ davvero il piu’ importante evento per Ibm nell’ambito della collaboration, l’evento si e’ concluso da poco, ma e’ la distanza temporale sufficiente per interpretare e calare nel contesto del nostro Paese le proposte d’oltreoceano, tantopiu’ perche’ con i risultati finanziari Ibm dell’ultimo trimestre dell’anno la prospettiva si fa piu’ chiara”.

Paolo Degl'Innocenti, Vice President Software Ibm Italia

E allora via con i numeri: Ibm matura complessivamente un +7% trascinata dalla divisione software che nell’ultimo trimestre e’ cresciuta del 9%, e dell’8% su base annua. L’Italia fa bene; il team software ha dato il suo contributo con l’incremento  delle licenze vendute nel nostro Paese che si misura ‘double digit’ (ben oltre il 20%). Le aree piu’ esplosive (vicino al triplo digit e quindi al raddoppio) sono quelle degli analytics, la parte social – che ha visto una seconda parte dell’anno ottima – e la parte di datawarehouse con l’expertise dell’acquisita Netezza. Su questa base Degl’Innocenti si sente di promettere per la prima parte di quest’anno una crescita della sua divisione di circa il 25% nel business delle licenze software. E giustifica il proposito vantando la ricchezza e la bonta’ del portafoglio che la corporation mette a disposizione.

Il social e’ al centro dell’attenzione quindi, perche’ stando agli analisti e’ questa l’area di crescita in cui le aziende credono di piu’. Solo Forrester Research dice che entro il 2016 saranno sei i miliardi di dollari nel giro di affari che ruota intorno alla collaboration. E’ una cifra che sara’ spesa per integrare massivamente nei processi aziendali il patrimonio di dati dei social network e mettere a frutto le informazioni, prima di tutto a vantaggio dei direttori marketing. Ecco la giustificazione degli investimenti Ibm nelle sue piattaforme di collaborazione estesa, mentre la posta elettronica diventa sempre piu’ una semplice commodity. Si parte dall’utilizzo in azienda per aprirsi all’esterno integrando nelle soluzioni quei dati funzionali alla crescita del business.

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