OPINIONI

I dati virtuali sono più vulnerabili se il backup non è appropriato
Uno studio di Symantec indica che i dati aziendali che risiedono su macchine virtuali sono resi vulnerabili dalla mancanza di backup regolari
Le aziende stanno godendo i benefici della virtualizzazione e dello storage , ma sembra che in numero considerevole non stiano proteggendo in maniera appropriate le machine virtuali. Symantec ha rilasciato i dati globali del sesto studio annuale Symantec Disaster Recovery Study : solo il 20 per cento dei manager IT usano le tecniche di replica e fail over per proteggere dati mission critical negli ambienti virtuali. Lo studio mette in luce come i sistemi virtuali non vengano protetti in maniera adeguata. Lo studio evidenzia che quasi la metà dei dati presenti sui sistemi virtuali non viene sottoposto a regolare backup e solo un intervistato su cinque usa tecnologie di replication e failover per proteggere gli ambienti virtuali. Gli intervistati hanno inoltre indicato che il 60% dei server virtuali non è incluso nel proprio attuale piano di Disaster Recovery . Un incremento significativo rispetto al 45% rilevato nello stesso studio condotto nel 2009.
Secondo il rapporto di Symantec il 60 per cento dei manager usa strumenti diversi per gestire e proteggere applicazioni e dati in ambienti virtuali con ulteriori problemi di sicurezza nei data center. Secondo gli intervistati, l’82% dei backup viene eseguito solo una volta a settimana se non meno frequentemente. Risorse limitate, carenza di capacità storage e utilizzo insufficiente di soluzioni di protezione più avanzate ed efficienti sono elementi che frenano il rapido sviluppo degli ambienti virtuali. In particolare:
• Il 59% degli intervistati ha individuato nella carenza di risorse (personale, budget e spazio) la sfida maggiore quando si effettua il backup delle macchine virtuali.
• Gli intervistati hanno dichiarato che la mancanza di backup(per il 57%) e storage (per il 60%) primari è di ostacolo nella protezione dei dati mission critical.
• Il 50% degli intervistati utilizza metodi avanzati (clientless) per ridurre l’impatto dei backup sulle macchine virtuali.
Alla domanda sulle cause più frequenti che hanno portato a downtime negli ultimi cinque anni, gli intervistati hanno risposto dichiarando che le interruzioni di servizio erano dovute principalmente ad upgrade del sistema, interruzioni di corrente, guasti e cyber attacchi. Nello specifico:
• Nel 72% dei casi l’upgrade di sistema ha causato una perdita di tempo pari a 50,9 ore.
• Il 70% si è trovato ad affrontare problemi dovuti ad interruzioni di corrente e guasti, con una perdita di tempo pari a 11,3 ore.
• Il 63% ha subito un cyber attacco negli ultimi 12 mesi, che ha causato una perdita di tempo pari a 52,7 ore.



Commenti
One reply to I dati virtuali sono più vulnerabili se il backup non è appropriato
E voi avete pensato ad un piano di Disaster Recovery?