OPINIONI

Google Nexus 7, la chance di Android
Android sugli smartphone ha fatto centro, ma sui tablet paga pegno a Apple. Ora con Nexus 7 venduto a un prezzo ragionevole il mercato potrebbe cambiare, e nel mirino c’è anche Amazon, finora fuori dal nostro mercato con il suo Kindle Fire. L’obiettivo è conquistare gli utenti sulla propria nuvola
Da MWC di Barcellona 2012 fino ad oggi siamo rimasti abbastanza perplessi dall’atteggiamento dei vendor restii a proporre tablet con Android a tambur battente, come intanto accadeva invece per gli smartphone con lo stesso sistema operativo Ice Cream Sandwich. Quasi che ci si credesse di meno, ai tablet Android, come se fossero freni insuperabili prima l’attesa per il nuovo iPad di Apple, poi anche la prudenza delle aziende a buttarsi a sviluppare app business e device per un sistema intrinsecamente ritenuto meno sicuro.
Google Nexus 7 prodotto da Asus pensiamo che dia una bella mischiata di carte al mercato, per una serie di motivi. La diagonale da sette pollici e l’attenzione alla fornitura di contenuti sembra farlo entrare in rotta di collisione più con Amazon Kindle Fire (che in Italia ancora non c’è) che con iPad, ma se il formato fa breccia, laddove la diagonale maggiore da 10 pollici sembra appannaggio di Apple ancora almeno per un anno, potremmo vedere anche un cambio più radicale del panorama tablet in circolazione. Ci premono alcune osservazioni.
Google Nexus 7 parte con la marcia giusta innanzitutto per il prezzo. In Italia costerà 250 euro, una cifra ben lontana da quella dei tablet con diagonale maggiore e concorrente anche con i device Amazon, ma allo stesso tempo l’utente ha il vantaggio di entrare nel mondo di app Google che è percepito dal consumer come più completo del mondo Amazon, più legato ai soli ebook (si parla del nostro Paese ovviamente), e poi perché Google, nell’mmaginario è ‘tutta roba fatta in casa, che si usa già tutti i giorni con lo smartphone’. Google Nexus 7 offre infatti la dotazione software di base completa di Jelly Bean, migliorativa di Ice Cream, il prezzo molto vantaggioso, una portabilità al top. Bastano pochi esempi: il device sta nelle tasche delle giacche (non è una cosa da poco), sta più a portata di mano quando ci si sposta, è più leggero, imbarazza meno insomma.
Nel Dna, al momento, ha un solo devastante limite: non si collega in 3G e nemmeno con LTE. Una vera follia, proprio per la portabilità eccellente. Nel nostro mercato italiano l’idea di non poter usare i social network in tutti quei luoghi in cui il WiFi non c’è è autolesionismo. Non ci importa né l’idea che in questo modo si preservi la vendita degli smartphone, né che eventualmente si possa fare tethering dallo smartphone, la seconda anche perché tante offerte dati-smartphone ne escludono la possibilità. Insomma il mancato 3G è la delusione maggiore. La mancanza di connettività WWAN dispiace anche di più dell’assenza di una fotocamera sul dorso.
A questo punto pensiamo che non sia realistico che Apple resti fuori dal segmento dei tablet 7 pollici ancora a lungo. La proposta di un device che ci aspettiamo intorno massimo ai 400 euro è inevitabile, perché ci sono quote di mercato significative in ballo su questa diagonale. Tanto più con l’avanzare della proposta ultrabook. Uno scenario possibile prevede infatti che l’utenza business possa indirizzarsi all’utilizzo di tre device: uno smartphone, non più necessariamente da 600/700 euro, un tablet portabile e l’ultrabook touchscreen. Il tablet con diagonale maggiore manterebbe comunque una propria significativa nicchia in tutti quei casi in cui un ultrabook resta troppo impegnativo e il sette pollici potenzialmente riduttivo per essere utilizzato come sistema sostitutivo per la gestione dei documenti da ufficio.
Ora Google deve lavorare per riallineare la bontà delle proprie apps a quella di Apple iOs, deve lavorare alla sicurezza per penetrare in azienda senza passi falsi, rintuzzare l’arrivo delle nuove versioni Windows su device portatili e computer (soprattutto come soluzione alternativa nelle aziende), e infine migliorare l’esperienza d’uso per quanto riguarda la fluidità e le imperfezioni quando si adattano contenuti web nelle diverse applicazioni. Parliamo di pagine Web visualizzate senza l’adattamento opportuno nella posta elettronica, ma anche alla fluidità di pinch&zoom. Amazon qui da noi non è ancora arrivata con la sua offerta contenuti su Kindle Fire, anche solo per questo vale la pena di fare presto e bene. L’obiettivo finale è infatti conquistare i clienti sulla nuvola
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