OPINIONI

Emc, backup e recovery evolvono così
Marco Rocco, Regional Sales Director della divisione BRS Emc Italia, spiega come cambia il panorama delle tecnologie di backup e recovery alla luce dei recenti annunci software e dei trend del mercato
Compie un anno e mezzo in questi giorni la divisione Backup and Recovery Systems (BRS) di Emc, guidata in Italia da Marco Rocco, Regional Sales Director. Ed è l’occasione non solo per fare il punto e capire come cambiano le strategie di backup e di recupero dei dati nelle grandi imprese, anche in relazione al cloud computing, ma proprio come evolve un intero comparto di soluzioni, in una fase in cui tramonta il mondo dei ‘tape’ a vantaggio di dischi e delle appliance tout court. E in questo contesto si inseriscono gli annunci sui nuovi prodotti del secondo trimestre tra cui proprio Avamar 6.0, proiettato al futuro e integrato con Data Domain.
Gli annunci del secondo trimestre incarnano la vision di Emc su backup e recovery dal punto di vista software. La spiega Marco Rocco, che esordisce così:“Emc è l’unica realtà ad avere una divisione (BRS), non indipendente ma autonoma, organizzata per guidare i clienti in tutte le fasi di risoluzione delle loro esigenze. Si tratta di una divisione worldwide di duemila impiegati per oltre 60mila sistemi installati a 45mila clienti e con un obiettivo di fatturato, per il 2011, di 3 miliardi di dollari, con un andamento a Giugno che già conforta sulle possibilità di raggiungere questa cifra”.
La divisione Backup and Recovery Systems (BRS) di Emc è nata in seguito all’acquisizione di Data Domain, Avamar era già stata acquisita precedentemente e Networker addirittura all’inizio degli anni 2000.
Il portafoglio prodotti della divisione è effettivamente tutto parte del dominio Emc e copre le esigenze di ogni ambito, ma l’elemento chiave di attenzione sulla trasformazione del mondo backup e recupero dati è dato dalla scomparsa del tape, del nastro, senza tralasciare le diversità dei vari ambienti.
Prosegue Rocco: “Le tecnologie hardware e software e l’effetto della deduplicazione dei dati hanno permesso di accedere alle tecnologie disco in modo più conveniente. Passare dal tape al disco si porta in realtà dietro una complessità non indifferente perché il backup/recovery oggi è ancora fatto di tape la cui gestione è complessa”.
Passare da un approccio “tape centrico” a uno “disco centrico” significa infatti avere un unico layer dominato da appliance intelligenti che svolgono autonomamente l’attività di backup con un unico sistema orchestratore. Saltano gli strati del tape, del media server, degli operatori, dei caveau… Avamar è per Emc proprio l’incarnazione del messaggio, perché lavora esclusivamente senza i nastri. Un’altra difficoltà in ambito BR è legata ai diversi ambienti. Nel backup i database hanno esigenze diverse dagli IBMi, così come dai mainframe, o dagli archivi storici, così come dagli ambienti virtualizzati (Vmware e Citrix/Microsoft) e ogni volta si tratta di reingegnerizzare software costruiti per lavorare con i mediaserver e i tape.




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