OPINIONI

Dopo il terremoto giapponese gli analisti valutano la disponibilità di memorie
Secondo gli analisti di iSuppli il terremoto, che ha colpito il paese asiatico, ha messo in ginocchio un quarto della produzione globale di wafer di silicio
Una delle produzioni chiave del Giappone per il mondo hi-tech riguarda il settore delle memorie DRAM e di tipo flash. Secondo gli analisti di iSuppli il terremoto che ha colpito il paese asiatico ha messo in ginocchio un quarto della produzione globale di wafer di silicio usati per la produzione di componenti a semiconduttore. D’altra parte IHS iSuppli lo scorso mese aveva indicato un livello molto alto di semiconduttori a magazzino che in questo momento potrebbe fare da polmone di riserva in attesa che la produzione giapponese torni alla normalità. Mentre arrivano ulteriori dettagli sulla produzione di semiconduttori dopo il terremoto iSuppli si trova in una posizione più pessimistica rispetto alle prime notizie.
iSuppli indica due impianti che insieme valgono il 25 per cento della produzione mondiale di wafer di silicio per i semiconduttori. Entrambi hanno fermato la produzione. Si tratta dello stabilimento a Shirakawa della Shin-Etsu Chemical Company dove sono prodotti i wafer da 300 mm comunemente usati nelle memorie flash e DRAM e di quello a Utsonomiya di MEMC Electronic Materials. Non si sa ancora quando riprenderà la produzione nei due impianti e le due società hanno già lanciato un allarme per i possibili ritardi nelle consegne.
Altrove sono stati colpiti Renesas Electronics nel 40 per cento della sua capacità produttiva per sistemi su chip e dispositivi a microcontrollore , ed Elpida Memory che assembla semiconduttori.
L’allarme di IHS iSuppli si ribalta a valle sui produttori di sistemi . Ad esempio per gli analisti della società al momento non o ci sono impatti previsti per Apple , ma ci potrebbero essere tra qualche mese. Ma il ritardo dell’impatto va spiegato con il lungo ciclo di produzione delle memorie flash. Preoccupazione per la mancanza di memorie NAND per Toshiba che produce circa il 40 per cento delle memorie flash al mondo. I suoi impianti di produzione sono chiusi per valutare i danni e per effetto del blackout elettrico dovuto alla crisi all’impianto nucleare di Fukushima. Apple consuma al momento il 20 per cento della produzione mondiale di memorie NAND per la sua gamma di dispositivi mobili . Toshiba e la coreana Samsung sono i principali fornitori di Apple. Potrebbe essere in pericolo la tempistica di lancio dei nuovi dispostivi, iPhone in testa , previsti per l’inizio dell’estate.



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