OPINIONI

Alberto Bullani - Regional Manager VMware Italia 3

Cloud Computing , VMware gioca la carta dell’astrazione totale delle risorse del data center

Bullani ( VMware Italia): Stiamo passando dal “cloud what” (cosa significa?) al “cloud how”. I clienti sono nella fase di implementazione del cloud

Con la nuova versione di Windows Server Microsoft si è impegnata in un nuovo modello proprietario di elaborazione dei dati in cui , con l’offerta cloud, si è assicurata che tutte le strade portino a Windows Azure. Quella di Microsoft è solo l’ultima mossa tra quelle che le aziende impegnate nello sviluppo delle infrastrutture per il cloud computing stanno compiendo per consolidare le loro posizioni dominanti in uno dei pochi settore vitali dell’ICT . I tre principali player , oltre a Microsoft , soprattutto VMware e poi Amazon stanno rafforzando le loro posizioni facendo ricorso a strategie diverse , ma tutte con lo scopo di forzare le organizzazioni che adottano le loro strategie in una posizione che difficilmente può diventare reversibile.

.Partiamo da Microsoft per rendere più chiara la posizione di VMware, i cui responsabili italiani Techweekeurope.it ha incontrato in un momento che si colloca a metà tra gli annunci del Vmworld 2012 americano e quelli attesi ( ma per ora le anticipazioni delle novità sono ancora scarse) per l’imminente evento europeo cui sono attesi almeno 7 mila partecipanti. La tattica di Microsoft sembra immediata e semplice e fa leva sulla presenza in azienda di Windows come sistema operativo desktop e server ( gestione compresa , con System Center). Ma molti carichi di lavoro applicativo su server on premise possono essere spostati facilmente verso un cloud privato , dove la competizione tra Microsoft e Vmware è stretta, oppure verso un cloud pubblico dove però la presenza di Azure è ridotta rispetto a quella della suite tecnologica che costituisce il nucleo degli Amazon Web Services. Non a caso la mossa di aggiornamento di Windows Server 2012 si chiama Cloud OS.

Secondo quanto sembra di capire invece VMware – a contrasto – si propone di usare il suo dominio sullo strato applicativo posseduto attraverso la tecnologia di virtualizzazione come leva per far muovere le imprese verso il suo cloud . E’ questo il senso degli annunci vCloud riproposti in Italia che si collocano su una quota di mercato di controllo delle applicazioni virtualizzate che operano sul suo hypervisor che va oltre il 52 per cento contro il 26 di Microsoft ( secondo IDC ). Nel mondo alla VMware , se il compito degli amministratori non è di gestire diversi sistemi operativi , ma di gestire applicazioni virtualizzate (VM) , si ottiene flessibilità sia nelle policy di controllo sia nella migrazione di dati facendo leva sull’estrema granularità del tecnologia e sull’ ‘ingresso della virtualizzazione anche per le risorse di storage e di networking , sia con sviluppo interno sia con acquisizioni mirate ( Nicira). I costo da pagare è tuttavia quello di dover dipendere dalla tecnologia di VMware sia per la gestione delle macchine virtuali sia per la successiva tappa di avvicinamento al cloud che avviene solo attraverso la messa a disposizione per utenze e per service e cloud provider dei medesimi tool di gestione che sono utilizzati nell’ambiente VMware. I nomi sono Cloud Foundry o vCloud Director. Per questo quando le aziende guardano al di fuori dei data center verso ilc loud ocmputing spesso si rivolgono a servizi come quelli di Amazon , o ricorrono a sistemi open source , come Red Hat.

Ma data la posizione dominante e di successo di VMware se un’organizzazione utilizza VMware la scelta di un cloud VMware diventa naturale e veramente ragionevole. E VMware lo sa. E lavora per aggiungere funzionalità e capacità al suo software . Con un in più un occhio di riguardo verso l’emergere della attività mobili e virtuali sui dispositivi , dal desktop allo smartphone passando per il tablet , dove la presa di Microsoft è forte. E se la vera novità dei data center si chiama Software Defined Networking , la novità di prodotto si chiama vCloud Suite ,che darà al numero uno del software per la virtualizzazione un peso anche nel networking dei prossimi anni. A questo punto tenant e clienti potranno disporre di un vero e prorpio Software Defined Data Center con una raccolta logicamente isolata di risorse di elaborazione, storage, networking e sicurezza totalmente virtualizzate. In sostanza vCloud Suite 5.1 è un bundle di applicazioni che combinano il controllo e l’automazione del flusso dei dati , del pool delle risorse di storage all’interno di un data center virtualizzato al massimo e pronto per la distribuzione ai vari sistemi IT.

Sul versante diametralmente opposto dell’utente singolo Horizon Mobile – altra novità per Android e iOS – si configura come la risposta di VMware al trend del bring-your-own-device (BYOD) sul posto di lavoro . Popolare tra i lavoratori – forse più oltre oceano che in Italia – il trend mette nei guai lo staff IT che deve gestire l’accesso alla rete e mettere al sicuro le informazioni aziendali su diversi tipi di piattaforma e brand di smartphone e tablet. Con Horizon basta che il dipendente disponga di un link a cui accedere dal device che vuole usare per trovarsi disponibile – se in regola con le policy di accesso – un’istanza virtuale del software da usare. Il dipendente si trova a disporre di un “ bolla sicura” in cui lavorare. Se il terminale viene rubato e smarrito i segreti aziendali restano perduti nel cloud.
Horizon Mobile è uno dei componenti della suite Horizon , rinnovata a VMworld 2012 insieme a un Application Manager e a Horizon Data , per il sharing in sicurezza. Quest’ultimo è la versione commerciale di quello che era il progetto Octopus in fase di sviluppo.

Per concludere con le parole di Alberto Bullani, Regional Manager di VMware Italia, “ Stiamo passando dal “cloud what” ( cosa significa?) al “cloud how”. I clienti sono nella fase di implementazione del cloud. Il driver del cambiamento sono le applicazioni ( non più orientate al desktop) e le esperienze di un utente mobile e attivo sui social media anche a livello professionale. Sono gli utenti e non le aziende a dettare il modo di utilizzare l’IT. E i dipartimenti IT devono disporre degli strumenti per supportare questo cambiamento. Il data center è definito dal software. Tutti i servizi di infrastruttura devono essere erogati come software. VMware continua il lavoro di astrazione dell’infrastruttura fisica dalla applicazione . Orami l’unica eccezione è la rete ancora legata al fisico con tempi di provisioning lenti”. Ma con Nicira VMware ci sta lavorando.

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