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Battiston (Mastercard): Tecnologia e investimenti per i pagamenti da mobile

Il futuro delle carte di credito passa per i dispositivi mobile e contactless, ma servono investimenti, fiducia e un contesto politico ispirato al liberismo e alla competitività. La soluzione Mastercard PayPass già operativa nei McDonald’s

Uno spot televisivo che recita più o meno così “ci sono cose che non hanno prezzo, per tutto il resto c’è Mastercard“. Uno slogan, nulla di più, su cui si può non essere d’accordo si ma che fotografa in modo abbastanza preciso il concetto di carta di credito: uno strumento per acquistare qualsiasi cosa, ovunque, senza dover ricorrere alle banconote.

Per i più giovani l’esistenza delle carte di credito è qualcosa di scontato, naturale, ma quando hanno iniziato a circolare effettivamente? “E’ una storia relativamente recente – come racconta Paolo Battiston, Country manager di Mastercard Italia -. Le prime tessere in plastica ‘embossate’, ovvero con i numeri stampati in rilievo, risalgono al 1950 e furono emesse limitatamente ad un circuito di ristoranti di New York (Diners). Poi ci fu la prima evoluzione tecnologica, che portò alla emissione di tessere con banda magnetica, nel 1979, quindi dopo quasi trent’anni. Il secondo salto tecnologico ci fu nel 1993, quando iniziarono a circolare le prime carte di credito con integrato il chip. La diffusione di queste carte si è di fatto concluso solo nel 2010. E già siamo allo step successivo, ovvero le carte Contactless, introdotte in Italia nel 2007, ma che avranno da adesso una crescente diffusione“.

Paolo Battiston, Country Manager Mastercard Italia

Paolo Battiston, Country Manager Mastercard Italia

Si tratta di carte che mediante appositi lettori a disposizione dei negozianti consentono il pagamento senza la classica “strisciata”, ma semplicemente avvicinandole al sensore, restando quindi sempre tra le mani del titolare. Un modo, questo, per ridurre il rischio di frodi, ma che comporta certamente degli oneri per gli esercenti che devono dotarsi della nuova infrastruttura. Ed è questo uno dei nodi della questione: si dice spesso che in Italia l’uso della carta di credito, anche per i micropagamenti, sia poco diffuso a causa della poca sicurezza delle transazioni (ancor più se si tratta di ecommerce).

Ma perché il settore – che include banche, circuiti di credito, esercenti e politica – evolva dal punto di vista della sicurezza, è necessario investire economicamente, ma anche in termini di ricerca e sviluppo. “Mastercard ha già pianificato una serie di investimenti per far sì che i servizi resi ai clienti, utenti finali ed esercenti, siano all’avanguardia per tecnologia e sicurezza – spiega Battiston – Non bisogna tuttavia dimenticare che anche la politica deve fare la sua parte. La storia insegna che le economie più evolute sono quelle improntate al liberismo: viceversa si rischia di penalizzare chi invece vuole investire, disincentivandolo. Se si obbliga chi fornisce un determinato servizio ad operare a prezzi inferiori a quelli costo, è facile comprendere come venga meno l’interesse a promuovere i propri servizi, che diventano non più un’opportunità, bensì appunto un costo“.

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