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Avanade sonda il fenomeno consumerizzazione IT

Un‘indagine avviata alla fine dello scorso anno da Avanade. I temi sono consumerizzazione dell’IT delle aziende e il fenomeno del BYOD

I temi della cosiddetta consumerizzazione dell’IT delle aziende , arricchiti poi dalle analisi del fenomeno del BYOD – forse più di oltre oceano che italiano ( ma i dati di cui diremo poi sono pronti a smentirci ) – stanno alimentando i dibattiti relativi alle tecnologie di collaborazione. Ora poi in questo inizio d’anno , mentre le aziende fornitrici di tecnologie iniziano a battere sul tema dell’introduzione delle metodiche di social networking in azienda , arriva notizia di un‘indagine avviata alla fine dello scorso anno da Avanade.

I risultati della ricerca intitolata “Sfatare i sei miti dell’IT consumerizaton” sono stati condivisi dai vertici della joint-venture tra Accenture e Microsoft con l’assistenza di Mariano Corso , docente al Politecnico di Milano , che da tempo segue questi temi nell’ambito degli Osservatori della School of Management. Come indicano le tabelle allegate il panorama italiano mette in fila una serie dati riguardanti rigorosamente le grandi organizzazioni che mescolano conferme e piccole sorprese, ma comunque fanno rientrare il fenomeno analizzato nei più grandi temi dell’innovazione attraverso l’IT e del nuovo significato spostato verso il sociale dell’organizzazione stessa del lavoro.

 

 

Ma venendo al documento presentato ci sembra giusto segnalare qualche dato di differenza dell’Italia con il resto del mondo. Se a livello globale, l’88% dei dirigenti afferma che attualmente i dipendenti utilizzano sul posto di lavoro i propri dispositivi tecnologici, l’Italia si dimostra in linea con questa tendenza. Quanto alla tendenza che va sotto il nome di BYOD (“bring your own device”), a livello globale, meno di un terzo dei responsabili aziendali ha modificato le policy al fine di rendere più interessante il luogo di lavoro per i dipendenti più giovani. In Italia la percentuale raddoppia: ben il 63% dichiara invece di aver apportato modifiche alle proprie policy interne. A livello globale, il 20% afferma che l’utilizzo di dispositivi tecnologici privati in azienda sostiene, di fatto, gli sforzi di selezione e mantenimento delle risorse umane. Alla domanda sull’impatto dell’utilizzo di tecnologie private in azienda, la maggior parte dei dirigenti (circa il 58%) risponde che il primo risultato ottenuto è la possibilità per i propri dipendenti di poter lavorare ovunque, seguito dall’opportunità di poter lavorare oltre l’orario d’ufficio (42%). Anche in Italia, al primo posto troviamo l’importanza della possibilità di accedere ai dati da qualsiasi posto, mentre cambiano le posizioni successive. A pari merito, con il 41%, i dirigenti evidenziano l’opportunità di sollevare il morale dei dipendenti, di favorire la collaborazione tra i diversi gruppi di lavoro e di responsabilizzare maggiormente i più giovani. Secondo gli intervistati, i più noti dispositivi privati utilizzati in azienda sono gli smartphone basati su Android, BlackBerry e laptop di Apple. In Italia, sul podio troviamo BlackBerry, iPhone e laptop con sistema operativo Windows.

In media, le aziende stanno allocando il 25% del budget IT complessivo nella gestione del fenomeno della consumerizzazione dell’IT . Lo stesso vale per l’Italia, dove il dato si aggira intorno al 28% . Peraltro non mancano i soliti punti interrogativi. Se per Avanade il CIO non deve ostacolare questa tendenza ma controllarla, e anzi facilitare l’adozione dei dispositivi mobili intelligenti con la messa a punto di nuove applicazioni specifiche, va segnalato che la maggior parte dell aziende che hanno partecipato alla ricerca ha già riscontrato violazioni nella sicurezza . Molti strumenti non sembrano ancora pronti a gestire la consumerizzazione dell’IT. Ma la situazione è ancora fluida. Come ha ricordato Corso , “ ormai non esiste più l’IT aziendale separato dall’IT personale. Esistono comportamenti dell’utenza”. Si era partiti tempo fa parlando della riduzione dell’IT aziendale a commodity: “Ora il vero tema è che sta cambiando il paradigma di sviluppo dell’IT. Gli stimoli vengono dalla vita privata delle persone ed è in atto una sorta di sorpasso a destra sull’IT aziendale ” da parte di una serie di strumenti IT che più che personali e o consumer si possono definire relazionali o sociali.

In media, le aziende stanno allocando il 25% del budget IT complessivo nella gestione del fenomeno della consumerizzazione  dell’IT . Lo stesso vale per l’Italia, dove il dato si aggira intorno al 28% . Peraltro   non mancano i soliti punti     interrogativi.  Se per Avanade  il CIO non deve ostacolare questa tendenza  ma  controllarla,  e anzi facilitare  l’adozione dei dispositivi mobili  intelligenti con la  messa  a punto di nuove applicazioni specifiche, va segnalato che  la maggior parte dell aziende che hanno partecipato alla ricerca  ha già riscontrato   violazioni   nella sicurezza . Molti strumenti non sembrano ancora pronti a gestire  la consumerizzazione dell’IT.
Ma la situazione è ancora fluida. Come ha ricordato Corso , “  ormai  non  esiste più   l’IT aziendale separato    dall’IT personale. Esistono comportamenti dell’utenza”.  Si era partiti  tempo fa  parlando della riduzione dell’IT aziendale a commodity: “Ora il vero tema  è che sta cambiando il paradigma di sviluppo dell’IT. Gli stimoli vengono dalla vita privata delle  persone ed  è in atto  una sorta di sorpasso a destra  sull’IT aziendale ” da parte di una serie di strumenti IT  che più che personali e o consumer  si  possono  definire  relazionali o sociali.

 

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