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Nokia concentra gli sforzi, licenzia ancora e punta su Scalado
Elop annuncia l’ennesima focalizzazione della strategia sui segmenti core, accompagnata dall’acquisizione di Scalado e dai tagli di strutture e personale
Si tratta di un’“operazione di focalizzzione degli sforzi” quella che Nokia comunica come la propria strategia per tornare in crescita e generare profitti. Da un lato una pianificazione per ridurre le spese operative, dall’altro la focalizzazione sugli smartphone e sulle qualità dei propri telefonini con maggiore enfasi sui servizi localizzati. Ultimo punto: aumentare la competitività e la profittabilità dei propri cellulari in ambito business. In parole più concrete si tratta di investire fortemente nei prodotti Lumia, nei servizi correlati con il supporto per le localizzazioni e l’apertura a nuove industries e reperire le risorse con tagli alle strutture e al personale.
Le risorse per sostenere la focalizzazione della strategia nel periodo di transizione arriveranno quindi dalla riduzione delle spese alla voce Device & Services per quanto riguarda personale e footprint.
Riassume in una dichiarazione Stephen Elop: “Ci focalizzeremo su prodotti e servizi cui i nostri clienti riconoscono valore aggiunto, per investire in innovazione che è sempre stata nel Dna di Nokia, ma questo vuol dire anche mettere mano proprio alla nostra struttura e al modello operativo per assecondare queste ambizioni”.
Per quanto riguarda Lumia quindi sarà differenziata ulteriormente la proposta e declinata su un numero maggiore di modelli con Windows Phone. Nell’innovazione dei servizi questo vuol dire pianificare l’acquisizione di Scalado per rafforzare l’asset imaging. L’altra area di servizi su cui investire è la piattaforma di software e mappe per la navigazione, per esempio si parla di City Lens. Per quanto riguarda il piatto dei cellulari Nokia vuol andare avanti a sviluppare le Serie 30 e 40. Il gigante non vuole nemmeno abbandonare il mercato dei browser mobile, quello presente su Asha per intenderci.
Gli strumenti per gli investimenti in questa direzione arriveranno dal taglio di 10.000 posizioni a livello worlwide da qui alla fine del 2013. Al centro dell’attenzione le strutture in Germania e Canada, la chiusura delle strutture di produzione a Salo, in Finlandia, saranno inoltre ripensate le priorità marketing dei mercati chiave, e sono in cantiere disinvestimenti anche nelle aree non core.
Una riduzione dei costi che vale circa 1,6 miliardi di euro, che si aggiungono a circa 700 milioni di euro già calcolati per la fine del primo trimestre 2012. Questa la ricetta, secondo Timo Ihamuotile, Executive VP and Cfo verso la profittabilità per il business Devices & Services.
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