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Lo sviluppo di applicazioni diventa complesso, ma CA lo risolve con la service virtualization
CA Technologies offrendo con Lisa una soluzione che definisce di “service virtualization” il cui obiettivo è di simulare una infrastruttura IT fornendo un ambiente in cui eseguire il test delle applicazioni
La sfida più importante per chi sviluppa software è di assicurare che l’applicazione sia in grado di funzionare sulla infrastruttura IT aziendale , spesso complessa, prima che sia messa in produzione. D’altra parte le nuove applicazioni vanno realizzate in tempi sempre più brevi e devono tener conto che gli utenti ne fruiranno anche attraverso il cloud. Ma i tempi incalzano e gli sviluppatori devono poter disporre di strumenti per eseguire i test anche quando altre parti del processo di realizzazione di un software non sono ancora messe a punto o non sono nel loro controllo . Non si tratta di automatizzare i test , ma di affrontare la vera difficoltà che è quella dare agli sviluppatori una piattaforma sulla quale eseguire i test senza toccare l’operatività dei sistemi aziendali. CA Technologies sta offrendo anche sul mercato italiano attraverso una divisione guidata da Gabriele Provinciali ,Senior Principal Consultant di CA, una soluzione che definisce di “service virtualization” il cui obiettivo è di simulare una infrastruttura IT fornendo un ambiente in cui eseguire il test delle applicazioni. Il concetto e la soluzione, che porta il nome di Lisa, sono nate all’interno di ITKO, una società poi acquisita da CA Technologies.
In qualche misura il concetto di service virtualization è nuovo e Provinciali ne ha spiegato i fondamenti a Techweekeurope.it. La virtualizzazione dei servizi offre la possibilità di testare le applicazioni su infrastrutture virtuali, senza dover investire in costose attrezzature hardware e simulando ambienti complessi molto simili a quelli reali, per vedere come si comporterebbero le applicazioni prima della loro messa in produzione, riducendo sensibilmente anomalie e, successivamente, rischi di dowtime e interruzioni di servizio

Normalmente le attività di sviluppo si scontano con una serie di problematiche legate al ciclo di sviluppo e testing: sistemi non disponibili o inaccessibili per problemi di schedulazione o ritardi nell’implementazione dei progetti; sistemi in cui simulare il comportamento delle applicazioni che non sono all’altezza degli ambienti reali, o troppo complessi (come nel caso di mainframe) e costosi (es servizi erogati in cloud o in altre modalità condivise) da clonare attraverso i tradizionali approcci basati su hardware. Il sistema Lisa genera dati nella medesima forma delle normali applicazioni di monitoraggio delle prestazioni in modo che i rapporti generati siano confrontabili con quelli del software in produzione. Lisa è una soluzione end-to-end che verifica, in ambienti eterogenei, tecnologie diverse su tutti i livelli applicativi senza scrittura di codice. Lisa fornisce l’automazione per tutti i tipi di collaudo: test di unità, funzionali, d’integrazione, di regressione, di carico e di prestazioni Il concetto di service virtualization è brevettato , ma CA per promuovere l’idea sta gestendo un sito aperto e vendor neutral , servicevirtualization.com. In particolare, con Lisa è possibile virtualizzare i servizi, eliminando in questo modo la dipendenza e le limitazioni causate dall’indisponibilità dei sistemi e dei servizi necessari per simulare il comportamento dinamico delle applicazioni. I modelli di servizio virtualizzati possono essere disponibili 24×7 per lo sviluppo e il collaudo in modo da accelerare la messa in produzione e ridurre i .
Si valuta che Lisa al momento abbia circa 150 clienti , un mercato ancora allo stato iniziale, ma molti ambienti di sviluppo nelle stime di CA sono ancora troppo lenti a innovare . Esistono diversi mercati verticali che potrebbero apprezzare simulazioni di questo tipo : dove c’è complessità di infrastruttura e semplicità di servizio da fornire all’utenza finale. Un caso tipico è il passaggio a soluzioni applicative di tipo mobile.
CA ha commissionato una ricerca su questo tipo di problemi .Lo studio evidenzia innanzitutto la tendenza da parte delle aziende a internalizzare le attività di sviluppo e testing delle applicazioni per motivi di privacy (per il 75% del campione). Il software viene cioè sempre più prodotto e testato in house, solo per il 25% dei rispondenti queste attività avvengono in outsourcing, con conseguenze sul carico di lavoro e sulla pressione cui vengono sottoposti i team di sviluppo. Se in media un team di sviluppo rilascia 6,5 release all’anno, quasi la metà degli intervistati (45%) prevede di effettuare un numero di rilasci ancora più elevato nel 2012 e, addirittura, un terzo del campione pensa di realizzare non meno di 10 release l’anno. Inoltre, per la maggioranza dei responsabili di sviluppo interpellati dallo studio (67%), oltre a un numero maggiore di rilasci, crescono in maniera esponenziale le funzionalità per ogni release. Questo significa più righe di codice e, di conseguenza, potenzialmente più ore di testing, collaudo e possibilità di anomalie. Parallelamente diminuisce il tempo a disposizione per sviluppare, testare e mettere in produzione le applicazioni: se in media un progetto dura 5 mesi, nel 28% dei casi questi vengono svolti nell’arco di soli tre mesi. Tutto questo rende ancora più difficile il test di nuove applicazioni e aumenta il rischio che il codice rilasciato contenga errori imprevisti o interazioni non pianificate con altri sistemi (il 64% del campione ammette di non disporre di strumenti per comprendere in modo adeguato possibili anomalie), con il rischio di ritardare la chiusura del progetto e avere costi aggiuntivi significativi.
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