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Anche per i Ceo il 2012 è l’anno dell’incertezza
Una ricerca Gartner svolta sui Ceo di oltre 25 Paesi svela il clima di incertezza e timori per il 2012. La via di uscita prevede un lavoro sempre più stretto tra i Ceo e i loro Cio, anche di intelligence, per capire quali sono le informazioni strategiche di cui le aziende hanno bisogno
Gartner usa proprio il termine ‘living hesitantly‘ per spiegare i dati della propria ricerca su 220 Ceo e Senior Business Executive di imprese con fatturati superiori ai 500 milioni di dollari, da oltre 25 Paesi nel mondo. Il termine significa ‘vivere nell’incertezza di non poter o saper decidere con determinazione, sicurezza e velocità’. E’ quello che percepisce l’85 percento di essi quando si parla dei risultati della loro azienda nel 2012. Un anno in cui sarà molto facile incontrare un segno meno. Se si pensa che la ricerca è stata effettuata negli ultimi due mesi dell’anno scorso, si fa presto a pensare che la percentuale dei ‘pessimisti’ non può che essere cresciuta.
Sono meno cupe le previsioni dei Ceo dell’area Asia/Pacific e del Nord America, rispetto a quelli di Europa e Africa ed è ovvio che ci possano essere anche sensibili differenze tra comparti industriali diversi e aree geografiche con tassi di crescita differenti. Ma tant’è:”I costi, la loro riduzione, sono ora la seconda voce nelle preoccupazioni dei Ceo globali, la prima è quella di continuare a crescere, e l’approccio per farlo è l’espansione geografica del business”.
E’ questa la lettura di Mark Raskino, Vice President in Gartner, e da questa lettura discende la strategia adottata dalla maggior parte dei Ceo, in un rapporto superiore di più del doppio tra quelli che preferiscono affrontare la situazione con un aumento degli investimenti e la minoranza che invece è propensa ad insistere sui tagli.
Si investe in tecnologia, pesantemente, al centro dell’attenzione ci sono cloud e mobile, ma il CRM resta nel focus perchè prima di tutto c’è sempre il marketing. Allo stesso tempo è viva la preoccupazione che gli investimenti tecnologici siano nella giusta direzione e soprattutto portino a risultati concreti per questo la direzione è quella di un lavoro sempre più stretto tra i Ceo e i loro Cio, un lavoro anche di intelligence, cioè di comprensione su quali sono le informazioni più strategiche di cui le aziende hanno bisogno, per accrescere il volume di affari, in un momento in cui potenzialmente le informazioni catturabili dalle aziende sono in forte crecita ma destrutturate e frammentate (big data).
Ed è questa la ragione per cui si assiste al cambiamento del modello di relazione tra Ceo e Cio, con i primi portati ad avvicinarsi ai secondi rispetto al passato in cui partner ideale era il Cfo, pena uno scollamento dei Ceo dalle informazioni più strategiche proprio nel momento in cui sono più necessarie.
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