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Cisco: il cloud computing impalla il data center

Cisco sforna un indice che tiene sotto controllo cloud computing e traffico dati nei cinque anni tra il 2010 e il 2015. A sorpresa entro il 2015 tre quarti del traffico si svolgerà all’interno dei data center stessi

Il traffico relativo al cloud computing e ai data center sta esplodendo sotto la spinta della domanda degli utenti che chiedono di accedere ai contenuti tramite i client di loro scelta. Come risultato le attività di virtualizzazione dei data center vanno di pari passo con la rilevanza dell’infrastruttura di rete per le applicazioni legate al cloud. Il Global Cloud Index messo a punto da Cisco analizza in profondità i trend di crescita del traffico e si propone come strumento perché il CIO possa prendere decisioni strategiche a lungo termine. Si tratta di un primo passo per un aggiornamento che Cisco proporrà di anno in anno.
L’indice è generato a partire da un modello e dall’analisi di diverse fonti che comprendono più di 30 Terabyte di dati elaborati ogni mese da diversi data center nel mondo e da oltre 45 milioni di test di velocità di collegamenti in banda larga. Il Global Cloud Index (2010–2015) di Cisco stima in sostanza il traffico globale generato dalle tecniche di cloud computing : in quantità di dati la crescita prevista è di 12 volte fino al 2015 con un tasso di incremento composto annuo del 66 per cento. Si parte da una stima di 130 Exabyte per arrivare 1,6 Zettabyte. I dati via cloud si propongono poi come la componente in più rapida crescita del traffico dei data center e cresceranno entro il 2015 di 4 volte con un CAGR del 33 per cento. In breve il cloud sta diventando un elemento critico del futuro dell’IT e dell’erogazione di contenuti di tipo multimediale , video in testa.

 

Il rapporto di Cisco va nei dettagli affermando che gran parte del traffico dei data center non è causato dalle attività degli utenti , ma dall’operatività dei data center stessi, in particolare quelle collegate al backup e alla replica. Entro il 2015 il 76 per cento del traffico dei data center rimarrà all’interno dei data center stessi con i carichi applicativi che migrano tra le diverse macchine virtuali oppure operando in background. Solo il 17 per cento lascerà il data center per approdare sui device degli utenti. Un altro 7 per cento del traffico totale si genera tra i data center tramite attività come gli aggiornamenti o la replica dei dati. Lo scorso anno il 21 per cento dei carichi applicativi era trattato in un data center cloud based, mentre il 79 per cento era manipolato in un data center tradizionale. Secondo il rapporto sarà il 2014 il primo anno in cui la bilancia dei carichi applicativi penderà verso il cloud : 51 per cento contro 49 per cento per l’infrastruttura IT tradizionale.

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