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Allarme web da Blue Coat : reti distribuite su internet gestite da hacker
Blue Coat conia il termine malnet per indicare l’utilizzo di reti malware per sferrare attacchi via web dinamici.
Blue Coat ha pubblicato il report Blue Coat 2012 Web Security Report riguardante sostanzialmente il 2011. Nel report appare il nuovo termine , malnet, per indicare l’utilizzo di reti malware per sferrare attacchi via web dinamici. Secondo gli esperti di Blue Coat queste complesse infrastrutture, che sopravvivono a qualsiasi attacco, hanno determinato l’aumento del 240% del numero di siti nocivi nel corso dell’anno. Il team dei Security Labs di Blue Coat ha scoperto l’esistenza di queste reti nocive all’inizio del 2011 e, attualmente, Blue Coat si dichiara “unica azienda in grado di identificarle, tenerne traccia e bloccarle in modo mirato”.
Le reti nocive sono infrastrutture di rete distribuite all’interno di Internet create, gestite e mantenute da cybercriminali allo scopo di sferrare una serie di attacchi contro utenti ignari per lunghi periodi di tempo. L’obiettivo finale delle malnet è quello di rubare informazioni personali o trasformare in botnet i sistemi dell’utente finale. Il report sulla sicurezza Web di Blue Coat relativo al 2012, descrive in dettaglio le strategie e le tattiche che gli operatori di malnet mettono in atto per accalappiare gli utenti e convogliarli verso payload dinamici di malware, o software che si installano in modo subdolo nei computer a scopo nocivo o criminale. Secondo il report, il punto di ingresso più comune in queste infrastrutture nocive sono motori o portali di ricerca e posta elettronica, che vengono utilizzati da una vasta e diversificata popolazione di utenti.
Il report analizza i dati provenienti dal servizio WebPulse di valutazioni e analisi in tempo reale, erogato attraverso le appliance Blue Coat ProxySG e il servizio Blue Coat Cloud.




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