Ubiquity, Soa e Sip a braccetto

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Dopo l’acquisizione da parte di Avaya nuovi sviluppi per Ubiquity

Secondo Yankee Group, il mercato delle applicazioni in ambiente Sip destinate agli operatori raggiungerà entro il 2009 un giro d’affari di 4,7 miliardi di dollari. Sono queste le prospettive di sviluppo che hanno favorito il recente accordo tra Avaya e Ubiquity. Si tratta di ?un’acquisizione che consentirà ad Avaya di ampliare l’offerta destinata agli operatori e, al contempo, garantirà al team di Ubiquity le risorse necessarie per continuare lo sviluppo tecnologico del suo Sip Application Server (Sip A/S)?, una piattaforma software basata su Java che consente di sviluppare servizi di comunicazione convergenti, mobili e fisse, in ambiente Ims.
Con sede a Cardiff , nel Galles, Ubiquity offre piattaforme software, applicazioni, tool di sviluppo e tecnologie di integrazione per servizi convergenti voce, video e dati.
Per lo sviluppo e il rilascio di nuovi servizi Ubiquity ha sviluppato nel tempo anche rapporti di partnership con vendor, come Huawei, Lucent, Nokia, Nortel Networks e Siemens.
Nei diversi mercati di riferimento, e pure sul mercato italiano, anche dopo l’acquisizione da parte di Avaya, Ubiquity manterrà un certo grado di autonomia di sviluppo del mercato soprattutto approcciando i provider più piccoli.
L’application server basato su protocollo Sip favorisce, secondo i responsabili della società, lo sviluppo dei servizi più redditizi per gli operatori quali, ad esempio, oltra alla telefonia su Ip, conferenze audio e video, unified messaging, push-to-talk, online gaming e altri servizi multimediali. Sip A/S consente di implementare servizi destinati sia alla clientela business, sia a quella residenziale, sfruttando le infrastrutture fisse o mobili esistenti per rendere disponibili applicazioni dati, voce e video. Mentre Ubiquity ha sviluppato due applicazioni pronte all’uso, è attraverso Uds (Ubiquity Developer Studio), un ambiente di sviluppo basato su Eclipse che perm ette l’utilizzo dei più aggiornati strumenti in ambiente Soa e Web Services e la conseguente drastica riduzione dei tempi di sviluppo e test, che gli sviluppatori e i system integrator troveranno modo di servire i provider.
Una delle applicazioni già pronte è destinata ai service provider che vogliono erogare servizi voce Ip-based di ultima generazione. Voice Plus comprende la possibilità di effettuare chiamate dalla rete Pstn al Pc e viceversa, oltre a mettere a disposizione servizi evoluti quali voice mail e riconoscimento del chiamante. In Gran Bretagna Freewire un nuovo operatore che si rivolge al mercato dei consumatori e degli studenti ha utilizzato la piattaforma di Ubiquity per realizzare un’offerta di triple play (Tv , banda larga e voce).
In Italia Xaltia (ex Kelyan Lab) è uno degli integratori che utilizza il software di Ubiquity per i suoi progetti. Anche Telecom Italia, con i suoi Ti Labs, ha certificato la soluzione di Ubiquity.

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