Sullo storage infuria la virtualizzazione

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Yoshida ( Hds): un’unica piattaforma di storage sulla quale realizzare tutti
i servizi: archiving, replica, thin provisioning?

Visita lampo di Hu Yoshida, vicepresidente e Cto di Hitachi Data Systems in Italia. In occasione di un incontro con i giornalisti per presentare la prima linea della squadra di vendita in Italia, rafforzata da Dario Pardi , vicepresidente per Southern Region e Benelux con base a Milano, Yoshida non ha parlato di numeri e di mercato, ma di tecnologia.
In particolare della filosofia e delle scelte architetturali che stanno alla base dell’approccio Hds alla virtualizzazione dello storage e delle differenze che la Universal Storage Platform V in versione Hitachi presenta con i prodotti forniti su base Oem ad Hp e Sun Microsystems.
L’obiettivo di Hitachi è di realizzare per i clienti una soluzione di storage che consenta loro di trarre vantaggio da un insieme di hardware, software e servizi per gestire l’intero parco installato di un’azienda come un unico servizio scalabile in funzione delle necessità delle applicazioni. Dispositivi low cost o sistemi legacy, Nas o San, dovrebbero poter fornire servizi di storage approfittando di un layer software di astrazione che si incarica del cosiddetto thin o dynamic provisioning. Proprio su questa modalità di fornire servizi di storage alle applicazioni infuria una polemica nel piccolo mondo degli esperti di storage fin dall’annuncio di Usp-V Tagmastore. A soffiare sul fuoco sembra essere Emc e Yoshida risponde a colpi di blog.

Anche a Milano ha parlato molto di Emc . In sostanza, il nucleo della storia sono le modalità di implementazione del thin provisioning all’interno dell’architettura virtualizzata dello storage Hitachi. Infatti a un’applicazione viene allocata solo una piccola porzione di capacità reale di disco. Poi questa capacità scala verso l’alto solo al momento di una reale esigenza. In tal modo gli amministratori It possono limitare gli acquisiti di hardware su disco evitando di dimensionarlo in funzione delle sue necessità massime di funzionamento. Questo provisioning dinamico funziona solo con i sistemi Usp-V e ?solo in un secondo tempo – secondo le previsioni di Yoshida – sarà esteso a sistemi con marchio Hp, Sun o addirittura di altri costruttori?. Il thin provisioning, già presente in qualche misura nelle applicazioni di Netapp, 3par e Hp, farà invece la sua comparsa sui nuovi Symmetrix Dmx di Emc nel primo trimestre del prossimo anno.

Ma in buona sostanza, al di là dei tecnicismi, all’utente interessano il Tco della sua infrastruttura It e la riduzione delle spese in conto capitale. Come ricorda Pardi, ? uno storage ben organizzato consente anche di risparmiare sul bilancio energetico. Spesso in Italia per ridurre il budget di spesa si riducono il numero degli acquisti e del personale. Ma il Tco non è fatto solo di spese in sistemi e manutenzione. Un migliore utilizzo anche dal punto di vista della spesa energetica delle risorse di storage migliora i costi correnti?. E ancora Yoshida, ? Hds pensa ad un’unica piattaforma di storage sulla quale realizzare tutti i servizi: archiving, replica, thin provisioning,? Stiamo parlando di uno storage orientato al servizio che realizza nel mondo dello storage quello che, per analogia, l’architettura service oriented sta realizzando con i sistemi software. Le diverse applicazioni utilizzano i servizi di storage. Se in futuro arriva una nuova soluzione di storage, è possibile integrarla nel sistema attraverso un abstraction layer che rappresenta un’unica piattaforma di storage?.

Poi, nel futuro dello storage secondo Hds, Yoshida prevede molta gestione di contenuti e dati non strutturati. Dal mondo della multimedialità , dai dati personali, dalla diffusione di sensori collegati ai sistemi di sorveglianza o alle applicazioni Rfid si genera una quantità di dati che richiede un unico repository di oggetti di vario tipo sui quali esercitare le tradizionali attività di gestione, copia , migrazione e replica.
? Questa è la prossima ondata- conclude Yoshida ? ma in questo momento il problema è controllare file e volumi, e qui l’unica strada da percorrere è quella della virtualizzazione?.

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