Rfid, la tecnologia va messa al posto giusto

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Il valore di una tecnologia in fase di riflessione al centro della
presentazione della ricerca del Politecnico di Milano. Il mercato 2006 vale 110
milioni, servizi compresi

Questione Rfid.:prima i numeri di mercato e poi le analisi. Entrambi provengono dalla presentazione dalla più recente ricerca dell’Osservatorio su questa tecnologia condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano ( www.osservatori.net).

I ricercatori hanno misurato il fatturato generato al cliente finale dalle soluzioni basate sul tag Rfid durante l’anno 2006 tendendo conto di hardware, software e servizi erogati in fase di progettazione. La crescita del 47% dai 75 milioni misurati per la prima volta nel 2005 ai 110 milioni di euro dello scorso anno è stata definita oeimportante , ma al di sotto delle aspettative?. Il mercato fotografato dagli esperti propone un elevato numero di progetti di valore unitario molto basso. I progetti più grandi , gli unici in grado di trascinare un mercato in fase di riflessione che stenta a riprendersi, sono pochissimi, collocati soprattutto nel settore trasporti e nella Pubblica Amministrazione.

Più del 70% dei progetti in corso ha una scala media inferiore ai 50 mila euro. Sembra di capire che nel 2006 siano giunti a conclusione una serie di grandi progetti che nel prossimo anno potrebbero contribuire al mercato solo per il segmento dei servizi post vendita. La corsa della tecnolgia Rfid continua a rallentare. I vendor e gli utenti sono stati richiamati da Alessandro Perego , uno dei responsabili scientifici dell’Osservatorio Rfid, a una realistica riflessione sulla capacità di questa tecnologie di aderire alle esigenze applicative che in troppi campi si erano affacciate negli anni passati.
Una importante barriera allo sviluppo delle applicazioni, che riguardava l’utilizzo della banda Uhf, è stata rimossa lo scorso anno a livello comunitario da un direttiva Ue e anche l’Italia ha dovuto conformarsi. Dal maggio di quest’anno sono chiari anche in Italia gli estremi per l’impiego delle frequenza Uhf. L’Italia ha recepito la normativa Ue senza eccezioni per le applicazioni indoor, ma ha chiesto una deroga di 24 mesi per quelle outdoor.

Uno dei punti scollamento con le realtà progettuali fuori d’Italia non c’è più, ma restano ampi settori che all’estero sono fiorenti e in Italia per nulla presenti. Gli esperti elencano il mondo automotive, l’adozione dei tag nei punti vendita e nel largo consumo, le applicazioni che riguardano l’identificazione dei bagagli e dei container nel trasporto e soprattutto la gestione dei micropagamenti con modalità contactless.

Ma una parte della ricerca è stata dedicata alla misura dei ritorni di efficienza realizzati dalle tecnologie Rfid in diversi ambiti applicativi. I conti positivi in termini di risparmi e benefici sono stati individuati in diversi modelli di business nelle aree del supporto alla composizione dei convogli ferroviari, della gestione delle attività portuali, nell’archiviazione dei reperti nei musei. Tra le iniziative già operative segnalate dagli esperti della School of Management vi sono i primi grandi progetti della Pa per il passaporto elettronico e la carta nazionale dei servizi e il progetto Epclab di Indicod Ecr che sta diventando un centro di riferimento su scala europea.

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