Qualcomm a MWC 2016, da X16 LTE al futuro in 5G

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VIDEO – Dall’evoluzione dello standard LTE all’approdo alla connettività 5G e agli scenari Iot. Fabio Iaione, country manager Qualcomm Italia, spiega la strategia della sua azienda e gli step critici di questo percorso

In occasione degli annunci prossimi a MWC 2016, e in anteprima, abbiamo occasione di incontrare Fabio Iaione, responsabile Qualcomm per il nostro Paese, con cui tentiamo di fare il punto sull’evoluzione dell’offerta della sua azienda e delineare alcuni scenari nell’ambito della mobility, dell’evoluzione delle reti, dei chipset e del networking, nonché delle possibilità offerte dalla connettività 5G.

Alcuni trend sono oramai consolidati, per esempio l’esigenza di integrare sempre più risorse nel chipset, per farlo Qualcomm sta nutrendo ulteriormente il proprio comparto di ricerca e sviluppo, con un beneficio complessivo per l’intero ecosistema; da qui per esempio il lavoro svolto anche nell’integrazione di CSR, l’acquisizione del 2015 per 3 miliardi di dollari, con le sue tecnologie Iot. Questo rimanendo Qualcomm un’azienda senza stabilimenti di produzione propri e quindi nel complesso molto agile. Parte della realizzazione dei chipset tra l’altro è affidata anche a Samsung, con cui è annunciata in questi giorniuna partnership per lo sviluppo di prodotti sulle tecnologie small-cell.

Fabio Iaione, Country Manager Qualcomm Italia
Fabio Iaione, Country Manager Qualcomm Italia

La strategia di Qualcomm si ancora agli annunci più recenti pre-MWC. A Barcellona, protagonista di riferimento resta in primo piano la proposta del chipset X16 LTE Modem buon esempio degli indirizzi futuri sulle tematiche dell’industry nell’evoluzione broadband. X16 LTE Modem è un vero benchmark sull’innovazione per quanto riguarda la connettività. E’ il primo modem discreto costruito su tecnologia 14nm e architettura FinFet, porta con sé la possibilità di realizzare un più ampio range di formfactor, senza rinunciare alle performance.

Si tratta di un Cat 16, nella roadmap 3GPP è una Rel 13 (ulteriore evoluzione LTE), consente di arrivare a 1 Gps di velocità, sfrutta la possibilità di aggregare fino a 4 canali LTE in MU-MIMO. X16 LTE Modem rappresenta una pietra miliare anche nella prospettiva della convergenza, perché integra nuove tecniche di connettività LTE in bande non licenziate, un’opportunità in più per gli operatori. In questo modem, Qualcomm ha aggregato anche la banda di frequenza 3.5 GHz (banda 42 3GPP) per soluzioni di tipo spot, per esempio con le small-cell, sia outdoor che indoor. L’obiettivo è sempre offrire più spettro ed estendere scenari di utilizzo, sfruttando appieno LTE in attesa di fissare lo standard 5G.

E’ evidente la fase di accelerazione con il balzo a 1 Gbps di throughput, in un arco temporale tutto sommato abbastanza corto. Oggi il mainstream quando si parla di LTE si prevede la disponibilità di Cat 4, qui in Italia, con qualche deployment in Cat 6. Con il nuovo modem si sfonda la barriera del Gigabit. Lo stesso sviluppo del cloud computing e lo sviluppo di servizi a bassa latenza chiederanno sempre di più, prima dell’approdo a 5G, l’evoluzione di step ulteriori in LTE. Si pensi anche ai benefici anche su servizi tradizionali come la voce, con VoLTE.

Qualcomm, oltre alla fascia premium della proposta, continua ad alimentare la parte medium e entry level della propria roadmap, con gli Snapdragon della serie 400 e 600 (è questa la fascia di mercato che cresce maggiormente sugli smartphone). In questo ambito si indirizza una maggior varietà per la famiglia, per esempio con i modelli Snapdragon 625 (già FinFet a 14nm, con un risparmio di consumi di circa il 35 percento), ma anche con la proposta Snapdragon 435 (ancora con connettività Cat 6 e MU-MIMO 802.11 ac) e 425, nuove proposte sul razionale Snapdragon 430, che offrono opzioni sia verso l’alto sia verso il basso, innalzando le potenzialità (sia del comparto comunicazioni, sia del comparto multimediale) anche su device meno costosi. Il riferimento nella parte di Cpu premium per smartphone resta ovviamente la proposta con lo Snapdragon 820, un prodotto su cui nel 2016 si svilupperanno gli smartphone flagship (si parla di più di 100 design).

Qualcomm e Iot

Qualcomm sta estendendo la propria proposta anche in ambito Iot, il secondo ambito di sviluppo. Il 10 percento del fatturato della divisione chipset arriva già dal comparto IoE e Iot: vale 1,7 miliardi di dollari questa fetta. Il comparto richiede soluzioni molto specifiche anche per quanto riguarda la connettività. Si tratta di ottimizzare ulteriormente a livello di costo e performance, offrendo soluzioni ad hoc.

Qui si innesta l’offerta Snapdragon Wear, con il system-on-chip 2100, e l’offerta per i connected smartwatch, cioè i modelli che non hanno bisogno di connettività tethering con gli smartphone per attingere dati Internet, ma devono ridurre i consumi, e integrare sempre sensori Glonass, Gps. Significa per Qualcomm dare un design di riferimento per chi vuole sviluppare dispositivi di questo tipo, sulla scia degli sviluppi con Snapdragon 400 (già 60 modelli) e già con 25 design di riferimento su SoC 2100.

Qualcomm Scenario IOT
Qualcomm Scenario IOT

A MWC 2016 gli annunci riprenderanno questi temi, sulla parte Wearable in particolare con una serie di partnership con gli OEM per esempio quelle con Borqs, Compal e Infomark, tre realtà che realizzano device e smartwatch anche per diversi mercati verticali.

Qualcomm ha coscienza che Iot è molto più del comparto wearable e l’azienda è presente con le proprie soluzioni sia nel comparto smart cities, sia nell’automotive e nella robotica, per esempio si possono citare le soluzioni con la piattaforma dedicata per i droni. Quindi soluzioni con target specifici di mercato per aprire rapidamente il campo ai produttori abilitandoli a nuove proposte.

Qualcomm e il 5G

E approdiamo con la roadmap all’obiettivo 5G. Qualcomm opera su questo fronte già da tempo, a MWC 2016 assisteremo ad alcune demo. L’idea strategica di Qualcomm si sviluppa su tre pilastri: lo sviluppo di mobile broadband evoluto è il primo pilastro, il secondo è lo sviluppo di servizi mission-critical (con i progetti in ambito healthcare per esempio) e infine l’arrivo massivo delle proposte in ambito Iot.

Sul primo punto, Qualcomm ha appena annunciato X16 come benchmark LTE per i prodotti di fine 2016. Il 5G, pronto per il 2020, con la Rel 15 di 3GPP e la relativa l’evoluzione broadband, implica entrare nello scenario multi-gigabit, con capacità diffusiva molto più incisiva. Nell’ambito dei servizi, l’abbattimento della latenza, sarà condizione imprescindibile per l’offerta stessa del servizio, si pensi all’ambito automotive, alla piattaforma di servizi abilitabili sfruttando i droni, ma anche all’healtcare con il rimando a Qualcomm Life e ad acquisizioni come quella di Ikanos.

Lo scenario Qualcomm per il 5G massivo
Lo scenario Qualcomm per il 5G massivo

E per quanto riguarda il terzo pilastro, si pensi all’apertura verso l’Iot massivo, con tutti gli oggetti connessi che parlano tra di loro, con il mondo wearable, con gli oggetti che si parlano all’ìinterno di ambienti anche oramai tradizionali come le smart home. Per abilitare questi scenari si deve soddisfare la domanda estremamente alta di connettività, almeno da un punto di vista qualitativo, ma anche servire la richiesta di soluzioni ultra lowcost e a basso consumo, con cicli di vita e durata della batteria anche superiore ai dieci anni. Si tratta di abilitare al dialogo oltre 50 bande che devono essere supportate in uno scenario LTE, mentre solo per la carrier aggregation si devono già supportare oltre 200 combinazioni di bande.

Da qui la necessità di soluzioni che già oggi devono fare delle capacità di integrazione un punto di forza, con al centro un modem complesso, che allo stesso tempo rappresenta un fattore determinante nella riuscita dei progetti, in grado di consentire di acquisire vantaggio sui competitor. Chi sarà in grado di offrire un’architettura multi-mode ottimizzata, avrà in mano uno strumento potente per imporsi sul mercato. Non si tratta solo di sviluppare la migliore feature in un modem, insomma, ma di abilitarla, testarla end to end, e integrarla perchè lavori in tutte le regioni con tutti gli operatori.

Nel 2020 vedremo finalmente reti standard 3GPP compliant 5G a tutti gli effetti, i progetti dimostrativi saranno toccabili con mano già prima, si parla da tempo del 2018. Difficile però intravvedere ora quali saranno i primi servizi abilitati in 5G. Si tratta di un percorso ancora da compiere e che prevede ulteriori step abilitanti. Al centro i servizi in mobilità, questo è sicuro. Mentre si può già dire ora che la domanda immediata che Qualcomm già si sente pronta a soddisfare è l’ambito healtcare e l’automotive (per la connettività mutuata anche da CSR e la telematica tradizionale), al momento, per esempio, con le proposte Snapdragon 602A per Audi.

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