Più forza alla lotta allo spam

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L’Unione Europea chiede ai Paesi membri di investire di più per combattere il
problema

L’Unione Europea richiama l’attenzione dei Paesi membri nei confronti della lotta allo spam. Secondo la Commissione oggi fino all’80% dei messaggi che raggiungono mediamente una casella di posta elettronica di un utente europeo sono di tipo non richiesto. La Commissione sottolinea che non vi è la necessità di modificare o aggiornare la normativa varata in merito nel 2002 ma è fondamentale che le autorità dei singoli Paesi facciano molto di più di quanto hanno fatto fino a ora.

In un documento pubblicato dalle autorità comunitarie spicca l’invito ai governi, agli enti deputati alla gestione delle normative e al settore industriale privato, a lavorare insieme per fornire delle risposte efficaci al problema.

Oggi la maggior parte dei messaggi spam, il 21,6%, che raggiunge gli utenti europei proviene dagli Stati Uniti, il secondo ?produttore’ è la Cina con il 13,4%, terza la Francia con il 6,3% del totale. L’esempio da seguire è quello dell’Olanda che già nel 2003 è riuscita a ridurre dell’85% la quantità di spam generata localmente investendo circa 570mila euro e dedicando al progetto quattro persone.

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