La Ue promuove la propria rete Gsm con nuovi standard

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Potenziando il sistema con nuove tecnologie, Bruxelles punta a economie di scala in una logica multiservizio

Bruxelles sta lavorando attivamente allo sviluppo delle telecomunicazioni come chiave dello sviluppo europeo. In particolare, l’Unione Europea sta prendendo misure importanti per ampliare la rete Gsm e integrare tecnologie supplementari. La proposta è in attesa di essere approvata dal Parlamento Europeo.

Secondo le analisi condotte dagli specialisti, il libero accesso alle frequenze di 900 MHz taglierà i prezzi del 40% potenziando del 40% la copertura del servizio, inaugurando nuove economie di scala per un accesso a basso costo di una multicanalità mobile che include servizi voce, video, dati e Web. È dal 1987 che la Ue sta opzionando le frequenze tra i 900 e i 1800 MHz esclusivamente per l’uso del Gsm, permettendo così ai provider telefonici una più rapida formulazione dell’offerte. Oggi il Gsm è diventato uno standard a livello globale con At&t e T-Mobile come fornitori in testa alle classifiche.

La Gsm Association ha già posto come standard tecnologico futuro la Long Term Evolution (Lte) che, secondo i test, relativamente al picco di downlink/uplink supera la media dei 100 Mbps/50 Mbps di velocità. Anche se l’applicazione della tecnologia Lte è ancora lontana, come ultima frontiera dell’Umts/Hspa per l’accesso radio in banda larga si paventano indubbiamente nuovi scenari relativamente al concetto di ufficio mobile in Europa. La Commissione Europea ha inoltre approvato lo standard Dvb-H mobile television di Nokia, incoraggiando tutti i Paesi membri a promuoverne la diffusione per il lancio dei servizi mobili della TV, evitando la frammentazione del mercato, inaugurando economie di massa attraverso servizi e dispositivi dedicati. Avevano trovato contrari alla mozione Germania, Regno Unito e Paesi Bassi.

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