Green It, verso lo storage ecologico

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Tendenze e problemi dello storage verde secondo Hu Yoshida, direttore tecnico di Hds

Un hardware di storage di migliore qualità, la virtualizzazione degli archivi e un uso appropriato dell’energia segnano la strada che Hitachi Data Systems sta battendo verso la responsabilità ecologica. L’ondata ecologista che muove in modo trasversale il settore dell’informatica non risparmia lo storage, da sempre grande consumatore di energia elettrica.

Secondo Hu Yoshida, direttore tecnico di Hds, diversi parametri turbano in questo momento la qualità dello storage. La presenza di copie ridondanti, la presenza di numerosi dati ( fino al 70%) la cui archiviazione risale a più di due mesi, e le inefficienze del software di ricerca trascinano lo storage verso un uso improprio delle risorse. Inoltre il moltiplicarsi delle informazioni strutturate e non strutturate , come le email, incrementa in modo anomalo il volume dei dati da gestire.

L’adozione delle tecnologie basate sui tag Rfid contribuirà a sua volta a questi incrementi di volume. Le aziende non sembrano avere altra scelta che aumentare le loro risorse di storage. Ma il loro incremento accresce il consumo di energia. Lo storage per essere ecocompatibile richiede, secondo il tecnico di Hds, l’adozione di nuove architetture, In luogo di una crescita sfrenata dei sistemi di archiviazione le aziende dovranno presto fare la scelta obbligata della virtualizzazione.

Essa comporta tra l’altro anche una riduzione del numero dei dati ridondanti e un aumento della velocità di accesso alle informazioni. L’outsourcing delle infrastrutture di storage e l’adozione da parte dei data center di tecniche di raffreddamento pulite sono un’altra scelta da fare da parte delle aziende che tuttavia andranno incontro a spese di investimento crescenti.

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