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Rapporto Akamai: l’Italia penultima in Europa per numero di connessioni broadband e high broadband. La velocità media di connessione nel secondo trimestre 2012 si attesta sui 4 Mbps

Akamai ha pubblicato il tradizionale Rapporto sullo Stato di Internet relativo al secondo trimestre 2012 (disponibile all’indirizzo www.akamai.com/stateoftheinternet). Basato sulle informazioni raccolte dalla Akamai Intelligent Platform il rapporto offre un’analisi approfondita di dati quali penetrazione di Internet, traffico mobile e consumo di dati, origine degli attacchi informatici e velocità di connessione globale e locale. Una precisazione : nel rapporto vengono considerate ‘broadband’ le connessioni pari o superiori a 4 Mbps, e ‘high broadband’ quelle pari o superiori a 10 Mbps. Qui di seguito, i principali rilevamenti europei e italiani. Gli indirizzi IPv4 sono ormai prossimi all’esaurimento, come hanno recentemente annunciato sia il RIPE (European Internet registry) sia l’ARIN (Internet registry for the Americas).

Osservando i tassi di penetrazione di Internet a livello globale, l’Italia si piazza al nono posto, con un’impressionante crescita di indirizzi IP del 25% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno e di oltre il 6% rispetto al trimestre precedente. Attraverso i rilevamenti di agenti attivi su internet, Akamai è in grado di monitorare il traffico legato agli attacchi informatici e individuare sia i Paesi origine del maggior numero di attacchi sia le porte loro obiettivo. L’Europa è stata responsabile di oltre il 36% del traffico legato agli attacchi. L’Italia entra al nono posto nella top ten delle nazioni che generano il maggior numero di attacchi informatici, essendo responsabile del 2,1% degli attacchi, in crescita dell’1,9% rispetto al trimestre precedente.

E’ la Svizzera la nazione europea che ha fatto registrare la più alta percentuale di adozione di high broadband tra i Paesi analizzati. Un’analisi anno su anno rivela che la Svezia ha avuto la percentuale di crescita più bassa (+14%), mentre la Spagna la più alta (+132%). Alcuni Paesi hanno registrato un declino rispetto all’anno scorso: quasi impercettibile, come il -1% dell’Irlanda, oppure notevole, come il -27% del Portogallo. In Italia, l’adozione della banda larga, rispetto al trimestre precedente, è calata del 14%, stabilizzandosi a 28%. E’ invece aumentata dell’ 1,6% l’adozione della high broadband: ad oggi il 2,6% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps. In Italia, la velocità media di connessione nel secondo trimestre 2012 si attesta sui 4 Mbps, più lenta quasi del 3% rispetto al trimestre precedente, e del 4,2% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Il picco di velocità di connessione raggiunto in Italia è pari a 17.4 Mbps, maggiore di quasi il 5% rispetto allo scorso anno.

I dati di browser mobile raccolti da Akamai IO per il mese di giugno 2012 mostrano che, approssimativamente, il 38% delle richieste globali su reti cellulari proviene da Android Webkit, il 33% da Safari Mobile, il 23% da Opera Mini e il 4% da Blackberry. I trend cambiano nel momento in cui vengono inclusi nell’analisi tutti i network (non solo quelli cellulari): in questo caso, da Safari Mobile giungono circa il 60% delle richieste e da Android Webkit circa il 23%. Tutti i browser mobile rimanenti riportano percentuali significativamente più basse. Questo indica, dunque, che i dispositivi Android vengono utilizzati più frequentemente sulle reti cellulari, mentre i dispositivi iOS più in generale su tutto il WiFi. In Italia esiste un divario di circa 1,3 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (3,09 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (1,8 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 15,7 Mbps ai 10,6 Mbps.