Archivia i dati con il laser blu

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Plasmon Data: l’archiviazione è il nostro core business. Il confronto con le
altre tecnologie di storage

Mentre Blu-ray e Hd-Dvd stentano ad affermarsi come piattaforma di storage per le aziende proprio a causa della discussione in atto sui formati anche per il settore consumer, le soluzioni della linea Udo di Plasmon Data sembrano essere rimaste le principali , se non le uniche , nel mercato dello storage ottico di archiviazione. Come dichiara a Network News Stefano Torri, Director South Europe and Middle Est di Plasmon Data, ? il core business della società è l’archiviazione?. Ma Plasmon dispone anche di una particolare soluzione Raid a complemento di quella ottica per poter effettuare un corretto tiering dei dati e la loro migrazione verso l’archiviazione di lungo periodo.

Secondo gli esperti del settore, lo sviluppo della tecnologia Udo (Ultra Density Optical ), arrivata da poco alla seconda generazione, è stata una scelta coraggiosa , avvenuta quando il precedente formato magneto-ottico sembrava aver perso la sua spinta. E il mercato ha nel tempo premiato Plasmon Data con la leadership del mercato dell’archiviazione su supporto ottico. Afferma Torri: ?Non esiste altro supporto che garantisca una durata di 50 anni. Praticamente si tratta di un intero ciclo di vita lavorativa. Ma le nostra stime interne effettuate con l’aiuto di test di invecchiamento sui supporti sono ancora più alte?.
La capacità del mezzo Udo2 è di 60 Gb e nella roadmap resa pubblica dalla società ci sono già le tappe di una estensione compatibile verso la terza generazione a 120 Gb e anche una quarta da 240 Gb. Chiaramente la minaccia qui non viene dalle altre tecnologie ottiche, ma dalla crescita in capacità, affidabilità e velocità dei dischi che del resto minacciano a loro volta anche i nastri, tradizionali rivali delle tecnologie ottiche nell’archiviazione di lungo periodo.
Ma, come fa notare Torri, se i dischi hanno dalla loro parte la rapidità di accesso rispetto ad entrambi, nastri e ottica, d’altra parte una soluzione basta su dischi ha un impatto di tipo ecologico di costo dei consumi energetici che la tecnologia Udo, in quanto statica , non ha. E, sottolinea ancora Torri, rispetto ai nastri le soluzioni di Plasmon godono del vantaggio, analogo a quello dei dischi, di un accesso random e non sequenziale, pur mantenendo la piena trasportabilità come i nastri per i processi di disaster recovery.

Disponibile da pochi mesi la tecnologia Udo di seconda generazione raddoppia la capacità rispetto a Udo1 con una velocità di trasferimento dei dati di 12 Mbps. Il miglioramento delle prestazioni di capacità deriva dall’adozione di una ottica a laser blu di maggiore risoluzione. Plasmon Data, insieme con il medium , produce anche i drive e le librerie (G-Series). Ibm è un cliente Oem di Plasmon Data per le librerie ottiche.

Plasmon Data ha pubblicato nel gennaio scorso un’analisi del costo ecologico ed energetico di diverse soluzioni di archiviazione digitale sul lungo periodo: ?La richiesta di un sistema di conservazione a lungo termine dei dati, combinata con la necessità di accedervi in modo infrequente, rende l’archivio digitale l’occasione ideale per ottenere delle riduzioni nel consumo di energia e nell’impatto ambientale delle infrastrutture informatiche professionali utilizzate?. Il documento paragona i requisiti elettrici e le emissioni di anidride carbonica di un archivio digitale basato su soluzioni Nas, prodotte da tre vendor differenti, leader nel settore dello storage. I prodotti selezionati sono la soluzione basata su dischi magnetici NearStore R200 di NetApp, due diverse configurazioni del disco magnetico Centera di Emc, e la soluzione professionale Udo Archive Appliance, basata su tecnologia ottica e prodotta da Plasmon.

L’analisi in versione integrale è disponibile all’indirizzo http://www.plasmon.com/upgrade/green .
In sintesi, secondo Plasmon Data, la strategia di disaster recovery suggerita dalla società offre una soluzione che è solo di poco più costosa da mettere in opera (rispetto ad uno scenario senza repliche dei dati), se paragonata alle soluzioni basate su dischi che richiedono, invece, il doppio del fabbisogno energetico. Sebbene siano molti i fattori da considerare nella scelta della tecnologia di storage più appropriata, i costi dell’elettricità, l’accesso alle risorse energetiche necessarie e l’impatto ambientale stanno diventando criteri decisionali di grande importanza. L’analisi riportata in questo documento fornisce alcuni strumenti per valutare un sistema di storage professionale eco-compatibile.

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