Un futuro radioso per le reti a 40 e 100 Gb/s

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L’ultimo rapporto del Cir prevede un giro d’affari da 4 miliardi di dollari nel 2016

Mettendo fine, nel luglio scorso, al dibattito fra i partigiani dell’alta velocità per l’adozione dello standard 802.3ba, l’Ieee sembra avere aperto prospettive di mercato colossali. È quanto si può concludere leggendo l’ultimo rapporto del Cir (Communications Industry Researchers), società specializzata nelle analisi di mercato delle telecomunicazioni, dove si evidenzia come le reti a 40 e 100 Gb/s dovranno generare 4,3 miliardi di dollari nel 2016.

Per memoria, è il caso di ricordare che l’Ieee ha deciso di raggruppare le due velocità in un solo standard, l’802.3ba, con diversi interfacce fisiche definite per ciascuna velocità. Il Cir spiega questo sviluppo con la fine della “guerra fredda” nata negli anni Ottanta fra gli attori del mercato della voce e dei dati. Offrendo la velocità più elevata, lo standard 802.3ba dovrebbe mettere tutti d’accordo, ivi compresa l’Itu, che potrebbe integrare sia i 40 che i 100 Gb/s nel proprio formato Otn (Optical Transport Network), rimpiazzando il Sonet/Sdh.

La decisione dell’Ieee dovrebbe in un primo tempo avvantaggiare i 40 Gb/s. La domanda di banda continua a crescere, che si tratti di scambi in seno ai data center, su Internet o anche nelle case. Queste necessità sono oggi soddisfatte da aggregazioni di link a 10 Gb/s, che dovrebbero rapidamente evolvere verso i 40 Gb/s. Il Cir prevede che inizialmente essi saranno utilizzati per collegare i server nei data center, i cluster e le San. Nel 2016, il valore dei 40 Gb/s dovrebbe raggiungere i 3,1 miliardi di dollari. I 100 Gb/s, invece, dovrebbero essere impiegati soprattutto fra switch.

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