Apple iPad Pro, un ‘grande’ che arriva sul mercato a sparigliare le carte

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SLIDESHOW – Le nostre impressioni dopo la prima settimana di utilizzo intenso di iPad Pro. Il nuovo tablet può rivoluzionare l’esperienza di computing, apre vie nuove, e allo stesso tempo si mostra come soluzione ideale per specifiche esigenze. Una guida per capire come scegliere, in un momento di vera trasformazione

Apple iPad Pro ora è disponibile anche in Italia. Sembra arrivare proprio per scombinare i giochi, poco dopo il lancio di Surface Pro 4, e appena prima di HP Elite X2 1012. Indica una possibile nuova via per utilizzare e vivere il computing, porta a riflettere, e può generare anche qualche incertezza nella scelta di chi vuole un nuovo strumento digitale per la propria vita, professionale, e non, e vorrebbe però anche abbandonare qualcosa del passato.

Il mercato ha le sue regole: dopo desktop, laptop, Personal Digital Assistant, telefonini, smartphone, tablet, minitablet, smartwatch, sono arrivati 2-in-1 e ibridi, anche se con le relative sovrapposizioni. Tanti di questi mercati sono maturi e più che maturi, quindi prevedono un ricambio solo fisiologico dei device, senza effetto wow!. Sembra che non ci sia più nulla da inventare, a volte abbiamo la sensazione di esserci riempiti di un numero eccessivo di ‘appendici’ digitali ma poi arriva ancora e sempre qualcosa di nuovo.

Apple iPad Pro e Pencil
Apple iPad Pro e Pencil

iPad Pro per un computing che è già e non ancora

Con l’arrivo di iPad Pro, arriva però una nuova interpretazione dell’ibrido. Apple ha scelto infatti un’altra via rispetto a Microsoft, rispetto agli OEM che propongono ibridi con Windows e anche rispetto a Google con Chrome OS. iPad pro è prima di tutto iPad, ma con una solenne iniezione di potenza, pixel e accessori, quest’ultima osservazione segna un cambio di strategia non proprio di poco peso. iPad non vuole fare il laptop a tutti i costi, ma vuole portare le persone in un possibile nuovo sistema di computing.

Per questo il sistema operativo resta iOs, per questo iPad Pro guadagna Apple Pencil e Smart Keyboard. Questa a nostro avviso è la migliore interpretazione delle parole di Tim Cook, riprese dal web prima come la negazione che in un futuro ci possa essere spazio ancora per i laptop, poi come richiamo di attenzione, su una via nuova.

Al momento non è prevista la fusione di applicazioni per il laptop e App, e quindi tra Mac Os e iOs, ma allo stesso tempo si avvicina la possibilità di fare con un iPad tutto quello che si può fare con un MacBook nudo Pro o Air che sia. Sì, siamo ancora in un momento di transizione. Acquistare non è sbagliato, quando serve, perché comunque siamo in questo tempo; solo bisogna avere gli strumenti per valutare e decidere, consapevoli che in questa evoluzione il punto di arrivo è lontano, e cambieremo ancora tanti device.

Il nuovo iPad Pro
Il nuovo iPad Pro con la tastiera

iPad Pro è grande, grande, grande

Tentiamo una guida alla scelta ragionata. Primo fattore: iPad Pro è grande. Ve lo mostriamo in foto sottoposto a iPad Air 2, l’ultima generazione. Misura circa 6x5x0,8 cm in più, ma soprattutto pesa circa 300 grammi in più di peso rispetto ad iPad Air 2 (si passa da oltre 400 gr a oltre 700 gr), che aumentano un poco ancora a seconda della custodia con cui lo si correda.

Questo porta a un paio di osservazioni: con un Retina display da 13 pollici – quello di iPad Pro vs quello di iPad Air 2 che ha la diagonale 9,7″ – l’identica densità di pixel di un iPad Air (264 ppi) e le dimensioni maggiori (risoluzione 2732×2048 pixel), è evidente che ‘visualizzare‘ è un’esperienza ancora più bella, e ulteriormente riposante su iPad Pro. C’è però anche il risvolto della medaglia. E cioè che questo iPad Pro ci sembra più ‘stanziale’. Spieghiamo. Lo si vuole appoggiare più spesso, fosse anche solo su un singolo spigolo, lo si tira fuori molto meno volentieri sui mezzi pubblici, lo si sente a proprio agio in azienda. Questo perché il peso, non ce n’è, inizia a farsi sentire.

Pensare di sostenere iPad pro con una mano sola, a lungo, non è un’esperienza così gradevole. In questa modalità dopo poco, abbiamo preferito tornare ad iPad, oppure poter appoggiare iPad Pro per esempio sulle gambe, sul ventre semisdraiati o in poltrona. Va già meglio quando lo si appoggia su tutto l’avambraccio per sostenerlo (per esempio ce lo immaginiamo molto meglio utilizzato in giro per l’azienda o in corsia in un ospedale) ma non da tenere con una mano sola. I 13 pollici hanno però un enorme vantaggio, è questa la diagonale perfetta anche in un laptop, per la mobilità, e così l’esperienza convince quasi di più.

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Apple iPad Pro, bene il look and feel dei tasti nella nostra prova sul campo in occasione della presentazione. Digitare con dieci dita è confortevole

Proprio con iPad pro sulla scrivania si assaporano nuove possibilità per questo sistema di computing, si entra subito in sintonia, il mondo delle app svela già alcuni vantaggi importanti. Abbiamo ancora dubbi, invece, sì ne abbiamo, sull’utilizzo di iPad Pro, poggiato sulle ginocchia, con la tastiera. Sveleremo le nostre impressioni in un contributo a parte tra pochi giorni dopo un testing più approfondito. In questo caso la stabilità e la rigidità di tastiere dei notebook ci sembra che la spuntino nel confronto, ma è la primissima impressione dopo pochi minuti di contatto con Smart Keyboard di Apple.

iPad Pro con iOs non può al momento supportare il cursore, si sapeva, quindi è inutile un touchpad. Pensiamo che quando si lavora con la tastiera l’abitudine di anni faccia comunque sentire questa mancanza. In fondo non lo abbiamo detto noi, solo pochi anni fa (ma ‘qualcuno’ in Apple), che quando si hanno le mani su una tastiera non è naturale toccare il display o prendere in mano una penna. La pensiamo ancora così. Ad iPad Pro riconosciamo – ed è importante – l’offerta di qualsiasi possibilità di interazione. Avvicinare l’esperienza piena del computing, in un dispositivo con le app di un sistema mobile è forse il merito maggiore di questa idea, è come un assaggio di futuro.

Prima di addentrarci nell’esame delle caratteristiche tecniche vogliamo portare all’attenzione una nota importante riguardo Apple Pencil e la tastiera. Come abbiamo espresso già in altre occasioni, pensiamo che il modello di computing proposto da iPad Pro sia di piena soddisfazione solo con questi due accessori. A questo proposito vogliamo subito sgombrare il campo da equivoci. iPad Pro non è l’unico iPad che funziona con uno stilo, ma è l’unico invece che al momento funziona con Apple Pencil.

Noi usavamo da tempo l’applicazione Fifty-Three (oggetto anche della demo nella presentazione cui abbiamo assistito) e possediamo da tempo lo stilo venduto da 53. Ecco, questo stilo – per esempio – funziona con iPhone, con iPad Air 2 e anche con iPad Pro ovviamente, mentre Apple Pencil funziona solo con iPad Pro. Apple Pencil quindi non rappresenta il meglio? Assolutamente no, noi lo preferiamo di gran lunga Pencil Fifty-Three, però sfrutta nello specifico risorse e tecnologie hardware dedicate di iPad Pro, con la sua punta offre un’esperienza migliore, decisamente migliore, ma la offre solo su iPad Pro. Tenetene conto. Se provate Apple Pencil non tornate indietro, ma non userete più Fifty-Three sugli altri device, se non con l’apposita Pencil del produttore di questa app.

Entrambi gli accessori – stilo e tastiera – elevano il prezzo di questa esperienza sensibilmente oltre i 1100 euroiPad Pro da 32 Gbyte costa 919 euro, il modello da 128 Gbyte 1099 euro, l’unico iPad Pro con connettività LTE costa 1249 euro (ha il disco SSD da 128 Gbyte), cui va aggiunto il prezzo degli accessori. Si arriva facilmente a poter acquistare un modello MacBook Air (che non dispone di Retina Display).

E’ secondo noi significativo che con il modello migliore di iPad Pro accessoriato si sfiori il prezzo di base addirittura di un MacBook Pro, cui manca la connettività LTE, e ovviamente pesa decisamente di più. Si perde la mobilità si guadagna uno strumento di lavoro completo. Se si cerca anche l’estrema mobilità c’è poi anche MacBook a prezzi ancora superiori.

Ecco, questo ci porta a considerare solo una cosa: in casa Apple (ma vale sempre) non esiste uno strumento per quanto costoso, che sia risolutivo di qualsiasi bisogno di computing; esistono diversi sistemi di computing però tra cui scegliere, ognuno in grado di indirizzare benissimo almeno un’esigenza, e bene altre. Per questo ci sarà sempre uno specifico utilizzo per il quale il device che avete scelto sarà l’ideale rispetto a qualsiasi altro device, pur rimanendo in grado di adattarsi anche ad altre esigenze, con minor soddisfazione. Certo, questo aumenta anche l’imbarazzo della scelta, ma è l’unica possibilità e l’unico criterio per scegliere correttamente: focalizzarsi bene su cosa è assolutamente importante per il nostro lavoro.

iPad Pro un’identità, tante potenzialità

iPad Pro prima di tutto resta un tablet, dicevamo, pronto per soddisfare tantissime esigenze professionali anche di fascia alta. E’ così per la maggior parte delle sue caratteristiche. Tutti i tasti, e le interfacce sullo chassis sono dove siete abituati a trovarle su iPad Air 2, però balzano subito all’occhio due nuovi diffusori posizionati anche sul bordo corto superiore (più spazio offre più possibilità hardware). Questo vuol dire che, in qualsiasi posizione si poggerà iPad Pro, si potrà godere delle migliori performance audio, perché l’intelligenza software gestirà la diffusione delle alte e delle basse frequenze attraverso i canali migliori. La differenza sul campo si sente davvero.

Ottima scelta. Il posizionamento tradizionale dei pulsanti di controllo volume invece porta a una riflessione. Poichè iPad Pro ha il suo peso, lo si tiene preferibilmente con la mani in basso, questo richiede lo spostamento delle mani verso l’alto per il controllo del volume. Infine è impossibile non notare Smart Connector, su uno dei lati lunghi: è l’interfaccia di comunicazione e di alimentazione con la tastiera Smart Keyboard e sfrutta un modulo MFi, Logitech ha già a catalogo una tastiera alternativa.

Proseguiamo nella scoperta di questo nuovo device. 13 pollici di Retina display, tanta potenza di calcolo e un’autonomia della batteria fino a 10 ore, con una portabilità ancora ottima, sono caratteristiche che tutte insieme non appartengono né ad iPad Air 2, né a MacBook Air, né a MacBook Pro e che su MacBook si pagano carissime. Proprio ad avvalorare la nostra precedente tesi, ognuna di queste tre proposte fa meno bene delle altre almeno in un comparto di segnalazione.

iPad Pro con il chip A9X (un dual core a 2,26 GHz), il coprocessore M9, ben 4 Gbyte di Ram e spazio per la batteria a volontà non lesina prestazioni, con iOs e tutte le sue app, mantenendo però un’elevata autonomia, anche se con tempi di ricarica completa non proprio da record (come prima impressione). Il comparto di comunicazione è pressoché identico a quello di iPad Air 2 con WiFi anche ac, Bluetooth 4.2, Mimo e quando LTE è presente la possibilità di utilizzarlo su 20 bande, praticamente quelle per trovarsi a casa propria ovunque.

Per alimentare la creazione dei contenuti audio e video iPad Pro porta in dote la tradizionale iSight Camera con sensore da 8 Mpixel posteriore e con apertura f 2.4 in un gruppo ottico di cinque lenti e la fotocamera frontale con sensore da 1,2 MP apertura f 2.2 che permette riprese HD, mentre la posteriore riprese full hd.

Per la dotazione hardware e software e la presenza di Apple Pencil è inevitabile pensare a iPad pro come a una tavola (non più una tavoletta) in grado di soddisfare pienamente le esigenze prima di tutto di grafici, disegnatori, progettisti, e di chi fa reporting. Non tutte le applicazioni sono già pronte per essere utilizzate con Apple Pencil.

Per esempio, ancora tante in ambito Office, OneNote è una di queste, ma è previsto però presto il rilascio dell’aggiornamento per l’utilizzo con Pencil (Evernote è già pronta),  mentre Office 365 è usabilissimo anche in modalità Split View. Tuttavia le app pronte è un piacere segnalare, ovviamente Paper di Fifty Three, Procreate 3, Adobe Comp CC, Photoshop Fix e Mix, Sketch, AutoCad 360, Canva, Hudl, iMovie, TouchCast Studio. Attendiamo da Apple la certezza che una firma su un contratto finanziario apposta con Apple Pencil sia a tutti gli effetti valida e legale, in tutti i Paesi, Italia compresa.

Nel complesso, anche a un primo esame relativo al comportamento di iOs 9 e delle app, possiamo segnalare, che non mancano le possibilità di ottimizzazione ulteriore, in un ambiente già molto familiare. La diagonale maggiore, per esempio, proprio per quel desiderio di perfezionare l’esperienza, porta anche sensibilità di usability diverse, è vero quindi che avendo così tanto spazio a disposizione non ha molto senso ancora visualizzare le icone disposte nella modalità 5×4, perché non osare di più, magari con un 6×5?

Tante app per iPad poi, su iPad Pro presentano una tastiera ancora non ottimizzata, che sembra quasi pensata per chi ha problemi di vista, tanto i tasti sembrano grandi. Pensiamo che a questo punto della proposta sia a tutto vantaggio degli sviluppatori scrivere app in grado di supportare comunque Apple Pencil e in grado di adattarsi alla diagonale maggiore, al servizio di un’omogeneità maggiore e della consapevolezza dell’utente, ma bisognerà aspettare.

iPad Pro, un primo bilancio

Anche in questo senso la proposta di iPad Pro è ‘disruptive’. Si attendono segnali e conferme definitive su alcune strade intraprese, proprio a beneficio degli sviluppatori e degli utenti. Solo all’inizio della nostra prova, queste sono le nostre prime impressioni: pensiamo ad iPad Pro come a un device innovativo, semplicissimo eppure impegnativo in fase di scelta, già ideale e perfetto per alcuni ambiti di utilizzo, per esempio la grafica.

Soprattutto pensiamo di essere ancora all’inizio della nostra trasformazione dell’esperienza di computing. Viviamo delle conferme, ma anche delle incertezze. iPad Pro guarda al futuro, entusiasma, ma ancora non può lasciarci abbandonare nulla del nostro presente. Si innesta nello scenario dei device ibridi, offre di più, ma già vorremmo infinite e  molte più possibilità di interazione in tutte le app con Apple Pencil per crederci davvero, per annullare quel confine che ancora sentiamo tra il mondo reale fatto ancora di chiavette USB, smartcard, supporti necessari a Nfc per il lavoro e l’esperienza sulla tavoletta, con dita penna e tastiera e touch id che apre ogni porta. Torneremo ancora sul tema dei confini all’usability che sentiamo come freno, e sulle promesse che ci entusiasmano, ne vale la pena.

Apple iPad Pro

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iPad Pro vs iPad Air 2

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