Symantec rinuncia alla virtualizzazione delle infrastrutture

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Il costruttore si ritira dal mercato, cedendo il know-how di Precise e Jareva, acquisite nel 2002

Seppur con discrezione, Symantec ha deciso di separarsi dalla propria entità dedicata alla gestione delle prestazioni applicative. L’attività era nata nel 2002, quando Veritas acquisì gli specialisti Precise e Jareva. Tre anni dopo, poi, fu Veritas a finire nel girone di Symantec.

Ora, il big della sicurezza ha ceduto queste competenze a un fondo d’investimento, rinunciando allo sviluppo su un mercato giudicato comunque promettente, come quello della virtualizzazione. Sotto questa bandiera, infatti, possono rientrare anche le attività di Precise e Jareva, che si occupano, in particolare, di controllo delle prestazioni delle applicazioni, la disponibilità dell’hardware e della rete, così come l’automazione delle azioni correttive sull’insieme del sistema informativo.

Quello che si chiamava ieri “utility computing”, oggi, per ragioni di moda, è stato ribattezzato virtualizzazione delle infrastrutture. Veritas aveva provato ad anticipare i tempi nel 2002, assicurandosi uno specialista di gestione delle infrastrutture come Precise e uno di allocazione delle risorse server come Jareva. All’epoca, mancava solo la competenza in tema di virtualizzazione dei server per completare il quadro disegnato da Veritas. Ma fu Emc ad assicurarsi il leader del settore, ovvero VmWare e Veritas/Symantec dovette accontentarsi di Ajasent, specialista di virtualizzazione server solo in ambiente Sun, quindi poco utile per aggredire il mercato più ricco, ovvero quello delle architetture x64 sotto Windows Server o Linux. Oggi, la cessione di Precise e Jareva segna la fine di un tentativo di diversificazione nato monco.

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