Sei piattaforme digitali per la nuova televisione

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Indagine Politecnico: 1500 canali e 2,5 miliardi di fatturato , ecco la Tv digitale in Italia

Primo convegno pubblico a fine anno dell’Osservatorio New Tv della School of Management del Politecnico di Milano che ha scattato per la prima volta in Italia una fotografia delle “nuove televisioni” che utilizzano diversi tipi di piattaforma digitale. Durante il convegno sono stati presentati i risultati della prima Ricerca dell’Osservatorio basata sull’analisi di circa 1500 canali relativi a tutte le sei piattaforme digitali attualmente disponibili (Dtt, IpTv, Sat Tv, Web Tv, Mobile Tv su rete Dvb-H e su rete cellulare) . Vi rientrano quindi tipologie di televisioni molto diverse tra loro: da quelle “tradizionali”, basate su palinsesti lineari, la cui unica novità sta nella piattaforma di trasmissione (digitale invece che analogica), a quelle più innovative, basate su contenuti On demand editoriali oppure generati dagli utenti. Sono stati classificati quasi 1500 canali per le piattaforme digitali attualmente disponibili e sono state individuate tre macroaree individuate come “Sofa Tv”, “Desktop Tv” e “Hand Tv”.
“Questa prima fotografia del mercato delle Tv digitali – afferma Andrea Rangone, responsabile scientifico dell’Osservatorio – evidenzia come, a fronte del fiorire incessante di canali televisivi digitali da fruire tramite Internet, il mercato sia ancora pesantemente, in termini di fatturato, in mano agli operatorio televisivi attivi soprattutto in quelle che abbiamo definito Sofa Tv”. La categoria delle Sofa Tv include tutte le televisioni che vengono fruite tipicamente tramite lo schermo televisivo tradizionale, opportunamente dotato di una connessione digitale (satellite, digitale terrestre e IpTv)
Censite 444 Tv che registrano un fatturato di circa 2,4 miliardi , pari circa al 97% del mercato totale delle televisioni digitali che in termini numerici rappresentano solo il 32% dei canali digitali. La concentrazione è ancora più evidente se si pensa che il 92% del fatturato è realizzato dalle televisioni satellitari, Sky in testa. Per quanto sia difficile fare una stima del fatturato delle Desktop Tv (tutti i canali video fruibili tramite web) e delle Hand Tv (che include le offerte Tv e video disponibili sulle due piattaforme mobili, basate sulle reti Dvb-H e cellulari) i responsabili dell’Osservatorio stimano che nel 2006 si sia aggirato nell’intorno di qualche decina di milioni di euro, con una certa prevalenza delle Hand tv.
In totale vale quasi 2,5 miliardi il fatturato raggiunto nel 2006.

Il canale Internet fatica a trovare un modello di business adeguato al suo sviluppo, anche se si registra negli ultimi anni una forte crescita della pubblicità sul web. Sono oltre 800 i canali censiti sul Web, ma di questi solo poco più di 500 hanno un’offerta adeguata. Assolutamente in mano agli operatori di telecomunicazioni sono le Tv mobili. Nell’ambito dei canali censiti è importante sottolineare che la reale offerta on-demand è presente solo sulle piattaforme intrinsecamente Ip: IpTv , Mobile Tv su rete cellulare e Web Tv. I protocolli, gli standard e gli ambienti applicativi di Internet stanno permeando sempre di più reti, sistemi, piattaforme e terminali. Questo porta ad amplificare enormemente le possibilità di strategie multicanale e multiterminale (con contenuti che dal web vengono trasposti sullo schermo di casa o sul terminale mobile). Questo processo viene accelerato da un aumento continuo della banda sulle reti dati (sia fisse che mobili) e dalla sua sempre più capillare diffusione nella popolazione italiana.
Ampie fasce di utenti, passando molto tempo ogni giorno online, si abituano ad una modalità di fruizione dei contenuti tipica del web: non lineare, non stazionaria, non passiva. A questo trend si aggiunge anche lo sviluppo del paradigma del Web 2.0, con un conseguente sempre maggiore ruolo nel mondo online dell’interazione, delle community, dello scambio e condivisione dei contenuti generati dagli utenti stessi.
Dall’analisi del numero dei canali disponibili sulle tre piattaforme (Sat-Tv, Dtt e IpTv) della Tv fruita dal divano di casa, suddivisi per modalità di erogazione, si nota come la Sat Tv presenta, come naturale, l’offerta più ampia, con 249 canali; l’IpTv offre complessivamente 155 canali (anche se si tratta, per la maggior parte, di canali semplicemente trasposti da altre piattaforme); il Digitale Terrestre mette a disposizione un bouquet di 40 canali, offerta quest’ultima condizionata dalla ridotta disponibilità di frequenze per i canali nazionali.
L’unica piattaforma che ha introdotto veri canali on-demand è l’IpTv, che fa di questo servizio uno dei suoi maggiori punti di forza. Sono stati censiti in ambito Tv sul desktop oltre 800 canali unici offerti sul web, erogati da 435 operatori diversi. La sovrapposizione dell’offerta è molto ridotta, con solo 17 canali messi a disposizione da due o più operatori. Poco più di 600 canali, pari al 75% circa del totale, sono a richiesta, a testimonianza di come la Desktop Tv sia, per la sua stessa natura, il naturale campo di applicazione di questa tipologia di servizio. I canali on-demand rimangono comunque la categoria più consistente in termini numerici pari a circa il 60% dell’offerta complessiva.
I canali considerati sono stati suddivisi in quattro raggruppamenti chiave per comprendere la reale tipologia di offerta dietro questi numeri:
– i canali editoriali, che propongono contenuti video sulla base di un definito piano editoriale e che rappresentano il 54% di tutti i canali analizzati
– i canali basati su User Generated Content (UGC), che rappresentano solo il 5% dell’offerta
– i canali a flusso trasposti, cioè i canali televisivi che, già presenti su altre piattaforme, sono stati semplicemente posti sul web e che pesano per il 27% – i canali a flusso nativi, progettati ad hoc, che rappresentano il 14% di tutta l’offerta.

Quali sono gli operatori alla base di quest’offerta? Quasi la metà sono editori tradizionali (della Tv, della carta stampata e della radio), più di un terzo, il 37% per la precisione, è costituito dai pure player, ovvero operatori nati appositamente per erogare un’offerta video sul web. L’8% degli operatori è rappresentato dagli editori web, intesi sia come portali generalisti che siti verticali, mentre il rimanente 6% è rappresentato dagli Enti pubblici che stanno sfruttando il video su web come nuovo canale di comunicazione con il cittadino. Per quanto riguarda i modelli di business più profittevoli, se advertising-based o pay, bisogna considerare due aspetti molto importanti: il primo è che gli utenti gli utenti Internet non sono abituati a pagare per fruire di contenuti; la Desktop Tv è un fenomeno ben diverso dall’eCommerce che prevede anche il download di contenuti multimediali per fruirne poi in un secondo momento (un esempio su tutti è rappresentato da iTunes). Il secondo aspetto da considerare è che il web sta attraendo budget pubblicitari sempre maggiori, grazie ad una serie di sue caratteristiche che lo rendono particolarmente attrattivo per gli advertiser (fra cui la possibilità di misurazione puntuale dei ritorni degli investimenti, le infinite potenzialità di segmentazione e personalizzazione dell’audience, la molteplicità dei formati di comunicazione utilizzabili).

L’offerta televisiva su Hand Tv erogata sia sulla rete Dvb-h che sulla rete cellulare (Gprs, Umts, Hsdpa ) include 123 canali su rete cellulare, di cui 30 a flusso e 93 on-demand; 28 canali su rete Dvb-h, di cui 25 a flusso. Per tenere conto che, in realtà, un certo canale è fruibile solo dagli utenti di un determinato operatore telefonico, l’analisi dell’offerta è stata svolta dall’Osservatorio sulla base del concetto di servizio, cioè un canale offerto da uno specifico fornitore e attraverso una specifica piattaforma tecnologica. Complessivamente, quindi, l’offerta di servizi di Hand Tv è costituita da 167 servizi, così suddivisi: 33 su Dvb-H e 134 su rete cellulare.
Per quanto riguarda gli operatori alla base di questi servizi, la situazione è molto semplice: tutti i servizi su Dvb-H e quasi tutti quelli su rete cellulare sono offerti dalle Telco. Solo una piccolissima percentuale dei servizi erogati tramite rete cellulare fa capo ad alcuni player diversi dalle Telco, tramite siti indipendenti. È interessante notare come per il Dvb-h, il 10% dei servizi è assemblato (cioè il canale si basa su un palinsesto nuovo creato assemblando contenuti diversi tratti da canali differenti di altre piattaforme) e il 24% è progettato ah hoc (il canale viene realizzato appositamente per le Hand Tv, coerentemente con le caratteristiche di questo media) ; per la rete cellulare, il 20% dei servizi è assemblato e il 15% progettato ad hoc.
La fruizione on-demand è consentita esclusivamente dalla rete cellulare. Sono pochi i servizi offerti in modo identico da più di un operatore o su piattaforme tecnologiche differenti.

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