Reti e storage si fondono con i superswitch Nexus di Cisco

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La nuova gamma punta a giocare un ruolo di primo piano nelle infrastrutture dei data center

Con i superswitch Nexus, Cisco punta a imporsi nel cuore dei data center e delle infrastrutture dei sistemi informativi. Questa nuova gamma sposa in qualche modo la linea Catalyst e l’offerta di storage di rete Mds, per evitare di avere due reti da gestire. Con i Nexus, Cisco mostra l’ambizione di riunire le due offerte in un unico involucro, assicurandone la sicurezza e il supporto dello standard Fibre Channel over Ethernet (Fcoe), ora in divenire.

Il costruttore ha anche annunciato Nx-Os, la prima versione interamente virtualizzabile del proprio sistema operativo Ios (Internetworking operating system), destinato a supportare in futuro tutti i dispositivi. Nx-Os consente di creare switch logici che possono essere dedicati indifferentemente e indipendentemente all’interconnessione dei server o alla gestione dello storage.

In configurazione operativa, il Nexus 7000, primo modello annunciato della gamma, dovrebbe costare circa 200mila dollari. Il prezzo alto riflette lo sforzo di investimento in R&D dichiarato dal costruttore in circa 250 milioni di dollari. Un singolo chassis può supportare fino a 15 Tb/s, mentre un Catalyst 6500 arriva “solo” a 2 Tb/s, anche se è già prevista l’evoluzione a 16 Gb/s per 16 porte.

Oltre alla moltiplicazione delle prestazioni, Cisco sostiene di avere anche lavorato sulla facilità di amministrazione, con uno sforzo concentrato sulle capacità di autoconfigurazione. Questo elemento dovrebbe costituire una differenziazione da altri costruttori che mirano ai data center, come Ibm o Sun. Nexus 7000 sarà disponibile nel secondo trimestre dell’anno.

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