Rapporto Assinform: le Tlc senza spinta propulsiva

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Segno meno per gli investimenti in infrastrutture. Tirano gli accessi a banda larga

Le telecomunicazioni assumono il ruolo di grande malato nel Rapporto Assinform sui dati dell’ICT nostrano nel 2007. In attesa del documento finale i dati del Rapporto sono stati anticipati e resi pubblici dall’associazione di categoria e dagli analisti di NetConsulting che , come tradizione, hanno realizzato la ricerca. Il Rapporto segnala una riduzione degli investimenti in infrastrutture di Tlc che sono passati in segno negativo a – 4,7% nel 2007 rispetto al 2006 a fronte di un mercato mondiale che fa crescere i suoi investimenti del 4,1%.
La segnalazione è tanto più importante in quanto la riduzione degli investimenti è avvenuta in un contesto in cui la domanda da parte dell’utenza cresce ed è positiva. Come ha commentato Ennio Lucarelli, presidente di Assinform, “ i cittadini hanno fame di tecnologia, e non solo sul telefonino”.
A fronte di un mercato mondiale che cresce del 5,2% (in cui gli utenti di telefonia mobile sono il 50% della popolazione e gli utenti di internet sono 1,3 miliardi) in generale il mercato italiano delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) ha generato nel corso del 2007 un business di 44.200 milioni di euro, in aumento dello 0,4% sul 2006. Rispetto all’anno precedente, quando l’incremento era risultato del 2,1% è stato registrato un rallentamento che di fatto ha reso statico il mercato.
Pesano la contrazione degli investimenti in apparati e infrastrutture (9620 milioni, -0,7%) e il continuo calo dei servizi su rete fissa, che cancellano quasi completamente gli effetti della continua, anche se oramai attenuata, progressione dei servizi su rete mobile, e della crescita dei servizi a valore aggiunto su entrambe le reti, fissa e mobile. Come ha spiegato Giancarlo Capitani , amministratore delegato di NetConsulting, “ le Tlc hanno rallentato per gli interventi regolatori dello scorso anno e per le nuove tecnologie che hanno contribuito ad abbassare le tariffe. Ora il tema che negli scorsi anni ha afflitto l’IT tocca anche il mercato delle telecomunicazioni “.

In particolare hanno rallentato la loro crescita le comunicazioni mobili. Queste hanno generato una domanda complessiva (infrastrutture, apparati, terminali e servizi) di 24.070 milioni di euro, in crescita dell’1,8% (contro +4,5% del 2006). Nel 2007 le linee mobili sono ancora cresciute pur da una base già molto elevata, risultando ben 90,7 milioni (+10,8%) e con un incremento di poco inferiore a quello del 2006 (+13,4%) sulla spinta di campagne commerciali molto aggressive, e sorprende anche che risulti ancora in aumento (2,2%) il numero degli utenti attivi,pari a 45,9 milioni. Se gli utenti effettivi sono 46 milioni, le linee attive hanno raggiunto i 91 milioni mentre sono già 23 milioni le linee Umts. Gli investimenti in infrastrutture non progrediscono e la spesa unitaria per utente attivo è cresciuta solo dello 0,4%, contro il 3,9% dell’anno prima. Evolve comunque anche l’uso delle comunicazioni mobili, visto che la stessa spesa unitaria per utente attivo vede calare del 4% i servizi voce e crescere i servizi a valore aggiunto (SMS, MMS, collegamenti Internet su rete mobile), che attualmente pesano in valore per più di un quarto (4845 milioni) del totale della spesa in servizi mobili, risultata nel 2007 pari a 18.510 milioni e in aumento del 2,6%. Le comunicazioni fisse poi restano in territorio negativo e sono scese a 20.130 milioni (-1,3%, dopo il -0,4% del 2006).

Sul fronte delle telecomunicazioni fisse, anche la componente di servizio si è contratta, risultando pari 16.070 milioni (-1,5%) e proseguendo in un trend fisiologico in rapporto alla crescita delle mobili. Il dato complessivo evidenzia, come già negli ultimi anni, un calo pronunciato nelle componenti più mature – voce (9.010 milioni, -5,1%) e trasmissione dati (1.250, milioni, – 6%) – solo parzialmente compensato dalle componenti legate ai servizi a valore aggiunto (3.030, +3,8%) e alle connessioni Internet (2780 milioni, +8,2%). Quanto a queste ultime ( vedi immagine), è positivo l’incremento del numero di accessi ad alta velocità, risultati a fine 2007 pari a 10,1 milioni (18,7%), 9,8 dei quali in modalità xDSL (+19,2%) e di circa 340mila su fibra ottica (+5,6%). Gli esperti di NetConsulting segnalano” il divario di dotazione di accessi a livello territoriale, in cui le aree urbane sono superdotate”.
Nello scorso anno aziende e Pubblica Amministrazioni hanno cominciato ad orientarsi verso soluzioni di cost saving nelle comunicazioni attraverso un uso più sistematico delle tecnolgie IP per le comunicazioni fisse. Nei servizi a valore aggiunto rientrano , nell’analisi di NetConsulting, anche quelle attività come l’advertising online e l’IpTv che nel 2007 hanno dato un contributo assolutamente modesto di fatturato. Infine, e ancora per le telecomunicazioni, l’ultima notazione riguarda la ripartizione della domanda (al netto della componente infrastrutturale) fra famiglie e imprese. Il peso della domanda consumer, già prevalente, è cresciuto ancora, risultando pari a poco meno del 64% (contro il 62,7 del 2006 e il 62,1% del 2005). Questo per effetto di una domanda espressa dalle famiglie, che nel 2007 è cresciuta del 2,9% attestandosi 25.415 milioni, mentre quella dell’utenza business è scesa del 2,3%, a quota 14.385 milioni, confermando una tendenza di lungo periodo legata in parte all’adozione di soluzioni di fonia su IP in parte alla rivisitazione al ribasso delle tariffe per servizi fissi e mobili.

Nell’anno in corso sul fronte Tlc non c’è più l’effetto del calo delle tariffe introdotto a livello normativo. Gli esperti di NetConsulting prevedono una ripresa degli investimenti dei carrier in infrastrutture in un processo di avvicinamento verso la Next Generation Network. Dovrebbe poi fare la sua apparizione una crescita del consumo dei servizi di telefonia mobile a banda larga. Comunque la crescita del comparto Tlc nel 2008 si attesterà attorno all’1,6% rispetto al 2007, contro un + 2% del 2007 sul 2006. Nel 2008 la ripresa del comparto ICT tornerà ad essere un onere del segmento IT e non più del segmento Tlc.

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