Pene detentive per chi non rispetta la proprietà del software e affini

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Dalla Ue una bozza di legge per combattere violazione del copyright e
pirateria. Basta che un’azienda abbia programmi o file illegali sulla rete e già
il rischio può farsi alto.

Pirata informatico non è soltanto chi copia illegalmente software, musiche o filmati. La Commissione Europea sta lavorando a un progetto di legge, peraltro molto controverso, che oltre all’ammenda pecuniaria prevede un periodo di detenzione anche per chi consente la riproduzione di materiale protetto dal copyright, attraverso la messa a disposizione di siti Web, infrastrutture e servizi online. Una presa di posizione netta e decisa che lascia tutti gli operatori, compresi Microsoft a Nokia, piuttosto perplessi circa i criteri di applicazione della legge e i campi coinvolti,. Questo perché la Commissione Europea ha praticamente incluso nel novero degli incriminabili anche gli Internet Service Provider, gli operatori della telefonia mobile, le società che erogano servizi di instant messaging, i produttori di software open-source nonché i siti che, come YouTube, consentono di condividere file audio e video. Per i player dell’IT, il disegno di legge, anche se ancora in forma di semplice bozza, avrà un impatto molto negativo sul percorso delle nuove tecnologie. Le clausole punitive, infatti, potranno costituire un freno per tutti gli sviluppatori e i progettisti ICT, nonché per le società che investono sull’innovazione, che non vorranno correre il rischio di essere ritenute corresponsabili dell’utilizzo improprio degli strumenti o delle strutture rilasciate al mercato. Favorevole, invece, The International Federation of the Phonographic Industry, per evidenti motivi. Chi scarica privatamente, cioè non prevede uno sfruttamento commerciale dei file scaricati, è comunqueescluso dalle sanzioni previste.

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