Pc portatili da 10 dollari

Mobility
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L’Olpc di Negroponte propone di realizzare laptop al costo di 100 dollari e
l’India dimezza i costi puntando a un ulteriore ribasso.

Nanotecnologie e nanocosti: i driver tecnologici del nostro secolo ruotano attorno a un concetto di miniaturizzazione estesa, che rappresenta la vera sfida della nuova era informatica. Le due facce del digital divide mondiale, infatti, si giocano sull’ergonomia e sul prezzo.

Nicholas Negroponte, luminare del Massachussets Institute of technologies (Mit) l’anno scorso aveva lanciato la prima pietra, proponendo agli sviluppatori di pensare a un laptop che arrivasse a costare non più di cento dollari e per l’occasione aveva varato il progetto intitolato ?Negroponte’s One Laptop Per Child Organization? (Olpc). L’India, che aveva declinato sostenendo che non c’erano i presupposti tecnologici, oggi gioca al rilancio, affermando che questo prezzo rappresenterebbe un vero furto, in quanto un pc portatile costerà quanto un panino al prosciutto newyorkese, ovvero 10 dollari.

Il Ministero indiano per lo Sviluppo delle Risorse Umane, infatti, sta promuovendo un piano che vede la collaborazione di Semiconductor Complex, progettista sponsorizzato dallo stato nonché produttore di circuiti integrati. I responsabili del progetto stanno studiando alcuni disegni presentati da un allievo d’ingegneria del Vellore Institute of Technology e da un ricercatore dell’Indian Institute of Science di Bangalore. Secondo quanto riportato dal Times of India, gli sforzi dei ricercatori sarebbero riusciti a produrre un computer portatile dal costo di 47 dollari ma l’obiettivo finale è proprio quello di riuscire ad abbassare ulteriormente il prezzo portandolo, appunto, a soli 10 bigliettoni verdi.

All’Olpc hanno aderito anche Argentina, Brazile, Namibia e Nigeria: non a caso, l’idea di base è quella di realizzare un computer per i Paesi più poveri che non deve funzionare a corrente elettrica ma può essere alimentato da una manovella, con processore Amd Geode e un kit di software opensource. Al momento il gruppo sta considerando vie alternative per l’alimentazione e, a proposito di ergonomia, si starebbe studiando un sistema a pedale.

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