Parte il Wimax: Nokia Siemens in prima fila

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In attesa del Wimax mobile anche i vendor di tecnologia giocano le loro carte

Solo il mercato della mobilità spinge la crescita nelle Tlc. Il fisso è in declino stabile. Se questa è la sintesi dell’ultima analisi degli esperti dello Sda Bocconi sul mercato delle telecomunicazioni, va però aggiunta qualche altra precisazione.

Siamo a 4,5 cellulari per ogni Pc, dunque sarà il cellulare il device del futuro e il vero campo di battaglia degli operatori sarà quello delle telecomunicazioni mobili. La realtà di mercato americana sembra più attenta ai temi della mobilità e punta su due tecnologie a breve termine, Lte e Wimax. Semplificando un po’, ma non troppo, possiamo affermare che Lte, ovvero il prossimo 4G, è uno standard di mobilità supportato del mondo degli operatori telefonici, mentre il Wimax di tipo mobile piace molto agli ambienti degli informatici. Su questa divaricazione si sono create e distrutte alleanze tecnologiche. Si profila all’orizzonte uno scontro tra periferiche Lte e dispositivi mobili Wimax. A questo proposito Intel ha già promesso chip Wimax per dispositivi mobili entro la fine di quest’anno.

Come è facile sospettare, l’Italia sta accumulando debiti tecnologici e ritardi anche su questo aspetto delle telecomunicazioni. Per di più in un momento in cui i fornitori di soluzioni IT stanno mettendo in campo più cose di quanto l’utenza sia disposta ad acquistare. In questo periodo di nuove aspettative per il wireless mobile giunge a compimento il lunghissimo processo di avvicinamento del nostro paese vero il Wimax fisso o solo nomadico, proposto da alcuni come panacea di tutti i problemi di disponibilità di accessi a larga banda anche nelle aree più remote e come importante soluzione al divario esistente nel nostro paese per l’accesso alle nuove tecnologie nelle aree meno privilegiate. Una posizione che vorrebbe fosse definita realistica è stata assunta in questi giorni di imminente apertura delle buste con le 29 offerte delle aziende in gara per il “Wimax all’italiana” da Nokia Siemens Networks. Ovviamente la società è impegnata nella prospettiva di nuove forniture in questo segmento di mercato ed è stato uno dei protagonisti delle sperimentazioni sul Wimax fisso e a bassa velocità organizzate negli anni scorsi dalla Fondazione Bordoni.
Come ricordano i responsabili di Nokia Siemens Networks (Nsn) in un incontro con Network News , la società ha fatto una lunga serie di esperienze sin dal 2005 in ambito Wimax, forte anche di un attività di ricerca e sviluppo nata proprio nel nostro paese. Mentre aziende concorrenti si mostrano poco interessate a proporre le soluzioni tecnologiche del Wimax ( Ericsson) o hanno affrontato le sperimentazione utilizzando apparecchiature di altri fornitori , Nsn ha condotto test, prove di apparati e prove di copertura, in ambienti rurali ( Val d’Aosta), suburbani ( Torino) e urbani ( Milano) con test di video streaming e di copertura anche indoor.

Alla vigila di un convegno organizzato a Roma ( WhyMax? Perché sviluppare la rete Wimax in Italia ?) spetta ad Alessandro Di Salvo, Sales director di Nokia Siemens Networks con responsabilità sulla regione del Sudest dell’Europa, il compito di riassumere impatti, potenzialità e scenari del Wimax in Italia. Per questi rimandiamo anche al sito www.nsn-whymax.it definito “non un blog soltanto tecnologico, ma anche una piazza virtuale nella quale proseguire anche ben oltre la durata del convegno il dibattito sul perché utilizzare e sviluppare Wimax nel nostro paese”.

In sintesi, il punto di vista di Nokia Siemens Networks è che esistono diversi servizi alle cui necessità il Wimax può dare una risposta. Da una parte ci sono soggetti interessati a soluzioni di networking per la propria azienda, per esempio l’interconnessione tra sedi diverse, alcune di esse in aree non raggiunte da infrastrutture di rete fissa, dall’altro aziende di tipo diverso, pubbliche o private, con necessità svariate di servizi, dalla telesorveglianza alla telemetria o alla telelettura dei contatori o all’estensione dell’assistenza medica remota con il monitoraggio delle condizioni di salute del paziente o all’accesso dei cittadini ad un certo tipo di servizi pubblici o all’assistenza remota agli anziani. D’altra parte, si possono facilmente immaginare come interessati anche numerosi consumatori che ad oggi non sono ancora raggiunti da un’offerta di telefonia fissa o mobile o che non sono ancora raggiunti da servizi a larga banda, tipo Adsl
Gli operatori che puntano all’acquisto di una o più licenze Wimax guardano ai consumatori per offrire loro servizi di accesso a larga banda, dove non esiste oggi tale offerta (cioè nelle aree di digital divide) o dove scorgono le condizioni per fare concorrenza all’offerta di tipo Adsl da parte di operatori di telefonia fissa che sfruttano la rete capillare di doppini telefonici di proprietà di Telecom Italia.
Ma tra gli attori del Wimax sono facilmente individuabili anche enti pubblici che realizzano una rete locale/regionale per far fronte alle loro esigenze e che nel frattempo offrono varie applicazioni al consumatore, alcune anche a pagamento, in modo da migliorare i ritorni sugli investimenti ed offrire alla comunità un servizio migliore.

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