Niente stop al WiMax

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Il Tar Lazio respinge la richiesta di sospendere la delibera dell’Authority. Può ripartire il bando per l’assegnazione frequenze della banda larga senza fili in Italia

La terza sezione del Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospendere la delibera dell’Authority sul WiMax. Può dunque ripartire il bando per l’assegnazione frequenze della banda larga senza fili in Italia.
Mgm Production aveva fatto richiesta di sospensiva al Tar contro l’Authority tlc, che aveva pubblicato il bando, e contro Telecom Italia, Tim, Vodafone, Wind e H3G: secondo Mgm, ma anche secondo Altoconsumo e tante altre associazioni dei consumatori, sono a dir poco fumose le procedure di assegnazione dei diritti di uso delle frequenze per WiMax.
Il WiMax o banda larga senza fili dovrebbe mettere fine al digital divide italiano, portando il broad band ovunque. Tuttavia il fatto che l’asta sia aperta anche agli operatori che dispongono di licenze Umts, potrebbe creare un cartello delle telecomunicazioni e un pericoloso conflitto di interessi, impedendo al WiMax di diffondersi veramente.
Anche Altroconsumo è intervenuto contro il bando ponendo l’accento sugli intenti legati all’assegnazione delle frequenze: se la gara per l’assegnazione delle frequenze Wimax dovesse svolgersi sulla base dei criteri individuati in detta delibera e recepiti dal Ministero delle Comunicazioni nel Bando pubblicato nelle scorse settimane, secondo i legali dell’associazioni consumatori, quella del Wimax potrebbe rivelarsi un’ulteriore occasione perduta per la “digitalizzazione” del Paese.
Il divario digitale italiano è riassunto in queste cifre: 200 comuni italiani su 8100 non sono coperti da alcuna risorsa di connettività a banda larga e 7 milioni di cittadini – il 12% dell’intera popolazione – sono oggi “cittadini di serie B”, in quanto non dispongono, di conseguenza, di alcuna infrastruttura di Rete idonea a garantirgli l’accesso alla cultura digitale.
Il Ministro Gentiloni ha recentemente dichiarato che Internet deve entrare in tutte le case italiane entro il 2011. Ma senza un vero WiMax, non sarà facile.
Le critiche al bando italiano del WiMax sono state espresse da più soggetti, come Adiconsum e l’Anfov, e da Anti Digital Divide. Ma questa volta il Tar del Lazio ha salvato l’Authority Tlc: il bando WiMax s’ha da fare.

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