Ngn va bene, ma dove trovare gli investimenti?

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Le modalità di separazione dell’infrastruttura di rete e un business model
sostenibile per l’Italia

Un po’ di botta e risposta a breve distanza di tempo fra Pasquale Pistorio, presidente di Telecom Italia e Vittorio Colao, numero due di Vodafone, ha messo nella giusta prospettiva commerciale un dibattito sulle prospettive dell’Europa e dell’Italia delle telecomunicazioni organizzato dall’università Bocconi (Le reti di telecomunicazioni del futuro – Tecnologia, concorrenza e finanza), mentre è in atto da parte dell’Agcom la fase delle consultazioni degli operatori sulla nota vicenda della separazione della rete.

?Separazione fisica va bene , ma fino a dove?’? si è chiesto all’inizio del dibattito Francesco Caio, ora dal parte della consulenza finanziaria ( Lehman Brothers) e non degli operatori. Di difficoltà e di costi a realizzare una separazione funzionale ha parlato Pistorio che ha dichiarato la disponibilità di Telecom Italia a un dibattito aperto con l’Autorità per le Comunicazioni, ?ma non c’è necessità di applicare a Telecom Italia lo stesso approccio degli inglesi con Open Reach?.
Per Colao il controllo che Telecom ancora ha della parte degli accessi alla rete dimostra che la competizione ancora non c’è: ? Ci vogliono più competizione e più scelte soprattutto al livello retail?. A livello centrale la separazione funzionale della rete può essere una finta scelta per non cambiare nulla.

Ma , al di là della cronaca , il tema centrale dell’incontro era stato posto da diversi interventi sulla sostenibilità economico finanziaria per gli operatori europei della realizzazione di una rete Ngn ?all Ip? per la quale , in funzione dei diversi livelli di pervasività della banda larga e dei servizi, si richiedono dai 5 ai 20 miliardi di euro. Tutti d’accordo che un framework regolamentare chiaro deve accompagnare la nascita di una nuova rete o anche di più reti in concorrenza ma interconnesse. Questo mette a dura prova le casse dei carrier che stanno vivendo un momento di calo dei margini di redditività.

Convergenza su Ip e integrazione fisso-mobile sono i punti nodali sui quali tecnologie appropriate devono accompagnare gli investimenti. A questo proposito Pistorio ha ricordato che il Wimax è una tecnologia appropriata per il wireless a larga banda dove le linee fisse diventano non disponibili. Ma ha pure ricordato il recente accordo di Telecom Italia con Metroweb a Milano per l’utilizzo delle reti in fibra ottica in funzione dei nuovi servizi.

Lo scenario tecnologico e di mercato delineato prima del dibattito dai docenti dell’ateneo milanese si era aperto con una riflessione sulle reti Ngn. Queste reti di nuova generazione sono state definite il vero ?prodotto del 21mo secolo?. Per gli operatori con le reti Ngn si apre una finestra strategica di investimenti che coprirà i prossimi 5-10 anni. Rispetto alla rete di vecchia generazione quella ? all Ip ? presenta una forte dipendenza dalla rete di trasporto dei nuovi servizi, sui quali i carrier devono ritrovare una fonte di recupero dei margini di profitto. Uno degli indicatori principali del momento di passaggio tecnologico ed economico è la penetrazione della voce su Ip ormai in fase di decollo anche sulla infrastruttura tradizionale. Nelle aziende le stime degli analisti della Bocconi rilevano in Italia una penetrazione di quasi il 17% dell’utilizzo del Voip nelle aziende, con una punta del 34% tra le imprese con più di 500 dipendenti.

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